O’ Leary a tutto campo: da Ita a Wizzair passando per il prezzo del carburante
23 Aprile 2026, 12:10
EPA/RODRIGO JIMENEZ
Ryanair si è adeguatamente protetta dall’aumento dei costi del carburante per aerei. Lo afferma l’amministratore delegato Michael O’ Leary conversando con la stampa nel corso del Media Day presso il quartier generale di Dublino.
“L’80% del nostro carburante – spiega – ha il prezzo bloccato fino al marzo del 2027 a 67 dollari al barile. “Il rimanente 20% in marzo, prezzato a febbraio, è pari a 74 dollari al barile e quello di aprile, che è stato prezzato a marzo, è di 150 dollari al barile. Pensiamo che il 20% di maggio, che è stato prezzato in aprile sarà vicino ai 150 dollari al barile”. Un balzo che al gruppo “solo in aprile è costato 50 milioni di dollari in più”.
Secondo O’ Leary “se il prezzo del carburante dovesse continuare a 150 dollari al barile per 12 mesi, ci costerebbe circa 600 milioni di dollari”. A suo dire “ci sarebbero due o 3 compagnie europee che in settembre, in ottobre o in novembre potrebbero fallire come Wizzair, che mi vuole querelare ma non avrà abbastanza tempo per farlo, e Air Baltic. Questa sarebbe un’ottima cosa per il nostro business”.
Inoltre, secondo il manager, l’unica possibile area a rischio di mancanza di carburante per aerei in Europa è la Gran Bretagna perchè Londra “prende il combustibile dal Kuwait”. “In questo momento – argomenta – le compagnie petrolifere dicono che non ci saranno rischi di approvvigionamento durante maggio, ma non siamo sicuri per quanto riguarda giugno. Finché questa guerra in Medio Oriente si protrae e Trump continua a gestirla malamente sicuramente i prezzi non vincolati dei carburanti rimarranno più alti”. A suo dire per quanto riguarda gli altri paesi europei “non ci saranno rischi sicuramente a maggio e probabilmente a giugno perché si riforniscono di carburante dalla Norvegia, dall’Africa Occidentale, dagli Stati Uniti e dalla Russia, anche se non si può dire”.
Infine, una battuta anchhe su Ita Airways, acerrima rivale sul mercato italiano: “Grazie al suo primo utile. Ita non sarà più a carico dei contribuenti e del governo italiano” afferma l’ad sottolineando che “mentre Luftansa ha comprato Ita e ha fatto del male ai viaggiatori italiani riducendo le rotte domestiche, almeno i contribuenti e il governo italiano non dovranno più farsi carico delle sue perdite”. “Lufthansa continuerà a fare un buon lavoro alimentando gli hub di Francoforte e Monaco dall’Italia – spiega – ma non farà crescere le rotte domestiche a quelle fuori dall’Italia”. “Questo ha certamente creato più opportunità per Ryanair – sottolinea – che può farle crescere entrambe ed è quello che sta facendo”.
“Noi – osserva – siamo i primi in Italia con 69 milioni di passeggeri nel 2026, il 68% in più rispetto al pre-Covid. Il problema per l’Italia – ricorda O’ Leary – sono le tasse aeroportuali e il tetto ai voli su Ciampino, che impedisce di far crescere i collegamenti domestici con Roma”.