lunedì, 30 Novembre 2020

Piogge estive fanno crollare turismo, offerta tradizionale non basta più

Più ombrelli che ombrelloni. Così quest’estate il turismo italiano, già in bilico tra crisi e incertezze di mercato, ha chiuso con un calo dei pernottamenti del 5,6% a luglio e del 3,8% ad agosto e un 48% delle imprese che dichiara una diminuzione degli affari nei mesi estivi (a fronte del 42,7% che registra sostanziale stabilità e del 9,2% che mette a segno un aumento rispetto all’estate 2013).

La fotografia di una stagione da dimenticare è stata presentata dall’Osservatorio Nazionale delle filiere del Turismo di Unioncamere a Ttg Incontri di Rimini. Fortunatamente questo andamento negativo non ha avuto significativi effetti sull’occupazione nel trimestre estivo (-0,1% gli addetti con contratto stabile, -0,4% gli stagionali).

La sofferenza del sistema turistico nazionale, secondo l’Osservatorio Unioncamere, deriva però anche dalla difficoltà del Paese di posizionarsi sui mercati in modo innovativo, offrendo prodotti di svago aggiuntivi e fortemente qualificanti che possano superare le “intemperie”. Un dato per tutti: solo il 2% del fatturato delle imprese turistiche italiane deriva dalla vendita di servizi legati alle attività del tempo libero (come lo sport, la cultura, il benessere) a fronte del 70% di altri sistemi dell’ospitalità, quali quello degli Stati Uniti.   

“Nell’era di Internet e della globalizzazione occorre rendersi conto che l’offerta turistica tradizionale non basta  più. Le nostre imprese devono adottare strategie più innovative per attenuare la stagionalità” spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.   

A fronte dell’andamento negativo del trimestre estivo alcuni segnali incoraggianti si possono cogliere nel mese di settembre, grazie soprattutto ai mercati internazionali, al turismo di altissimo livello (+4,1% a settembre nei 5 stelle) e al comparto alberghiero che nel complesso migliora le vendite rispetto all’anno scorso (+4,9%). Da segnalare anche l’ottima performance dei campeggi, che quest’anno chiudono il mese di giugno con un incremento del +14,5% dei pernottamenti e che ad agosto mettono a segno la maggior quota relativa di vendite (80% delle disponibilità) tra le strutture ricettive. 

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