martedì, 24 Novembre 2020

Poche speranze per l’aereo Air Asia, è finito in fondo al mare?

Un 2014 maledetto per l’aviazione civile asiatica si è concluso con un altro incidente: un volo Air Asia è sparito ieri dai radar durante il tragitto da Surabaya (Indonesia) a Singapore, con 162 persone a bordo.

Le autorità indonesiane hanno allargato il raggio delle ricerche ma l’ipotesi più accreditata è che l’Airbus si sia inabissato senza lasciare sopravvissuti. “Tenendo conto delle informazione in nostro possesso”, ha avvertito il capo dell’Agenzia nazionale indonesiana di ricerca e soccorso, Bambang Soelistyo, “l’ipotesi preliminare” è che l’aereo si trovi “in fondo al mare”.

“E’ il mio peggior incubo”, ha scritto su Twitter Tony Fernandes, l’amministratore delegato di Air Asia, promettendo di “prendersi cura di tutti i familiari del mio staff e dei passeggeri”.    Nell’incertezza sulle cause, nessuna ipotesi è esclusa; neanche quella del terrorismo, e a tal proposito alla Vigilia di Natale l’ambasciata Usa aveva messo in guardia da potenziali attentati in Indonesia in questo periodo.

Al momento, la versione più accreditata è però che siano state le cattive condizioni atmosferiche a far cadere l’aereo partito alle 5.30 locali dalla seconda città più popolosa dell’arcipelago indonesiano. L’ultimo contatto con la torre di controllo risale alle 6.12, quando uno dei due piloti ha comunicato di voler salire di quota per evitare delle nubi temporalesche. Quattro minuti dopo, l’aereo figurava ancora sui radar; due minuti più tardi, era sparito e senza aver lanciato un segnale di S.O.S.

La compagnia con sede a Kuala Lumpur, premiata come “migliore low cost al mondo” negli ultimi sei anni, non aveva mai avuto incidenti mortali da quando l’imprenditore proveniente dal mondo discografico la rilevò nel 2001, portandola dal quasi fallimento a emblematica storia di successo nell’Asia del boom economico: è la compagnia aerea che più di ogni altre ha intercettato le crescenti esigenze di spostamento della classe media, a partire dal Sud-est asiatico per poi espandersi anche a Cina e Giappone, e di recente all’India.

Anche se il QZ8501 era tecnicamente “indonesiano”, dato che la Air Asia si avvale di diverse compagnie nazionali da lei controllate, l’incidente è il terzo di quest’anno a coinvolgere la Malesia, dopo la misteriosa scomparsa del volo Malaysia Airlines MH370 nell’Oceano Indiano l’8 marzo e l’abbattimento dell’MH17 (della stessa compagnia) nei cieli dell’Ucraina orientale il 17 luglio.  

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