domenica, 27 Settembre 2020

Regioni pronte a impugnare norme su turismo open air

Alcune norme del Testo unificato che contiene le disposizioni in materia di turismo all’aria aperta all’esame della Camera, “andrebbero stralciate perché intervengono in dettaglio sulle competenze turistiche delle Regioni: in caso contrario saremmo costretti ad impugnare la normativa”. Lo ha detto Loredana Capone, assessore all’industria turistica e culturale, gestione e valorizzazione dei beni culturali della Regione Puglia, in audizione davanti alla Commissione Attività produttive, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, facendo riferimento agli articoli 2, 3, 7 e al comma 2 dell’articolo 11.

In particolare, sui campeggi municipali multifunzione l’assessore ha fatto notare che “nelle Regioni ci sono condizioni disomogenee, è necessario un approfondimento prima del quale procedere sarebbe una violazione di alcune prassi”. Le Regioni propongono poi una durata di 30 anni per le concessioni delle piazzole di sosta dei campeggi nelle aree demaniali, “per consentire l’ammortamento delle spese necessarie” e sottolineano “l’opportunità di inserire una data per evitare che si ricominci il dibattito generale in carenza di normativa”.

“E’ importante dare uniformità e omogeneità ad un settore sempre più rilevante come il turismo all’aria aperta – ha proseguito l’assessore Capone – ma si deve anche sottolineare come la normativa proposta in molte parti entri in aspetti di sola competenza regionale. Il turismo è materia esclusiva delle Regioni, perciò abbiamo chiesto alla Commissione di stralciare quelle parti del testo legislativo che afferiscono a questa materia e ad aspetti come la classificazione, i requisiti, le dotazioni degli impianti, anche al fine di salvaguardare il provvedimento da eventuali ricorsi davanti alla Consulta. E’ pertanto da stralciare anche il rinvio ad un decreto ministeriale del Mibact sulle caratteristiche delle strutture ricettive all’aperto e la delega al Governo per la semplificazione normativa e la realizzazione delle strutture, doppione di quanto già previsto per tutte le strutture ricettive”.

Infine, le Regioni hanno ribadito che i decreti attuativi non dovranno contenere indicazioni di dettaglio, senza limitare la relazione con l’esistente. “Sono da definire meglio i termini della delega – ha concluso Capone – fornendo la possibilità ai decreti attuativi di una disciplina flessibile e capace di dare sviluppo e riqualificazione alle strutture ricettive all’aria aperta”.

 

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