Cresce il turismo open air, focus di Faita sul Trentino
05 Febbraio 2026, 09:45
Il turismo all’aria aperta si conferma uno dei comparti più dinamici del settore ricettivo in Trentino. In occasione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, in corso a Riva del Garda, Faita Federcamping ha presentato i primi dati sull’andamento delle imprese open air, evidenziando un netto incremento delle performance nel 2025 e prospettive positive anche per il 2026.
Secondo le elaborazioni realizzate da Hbenchmark, nel periodo primaverile ed estivo l’occupazione media delle strutture ricettive all’aria aperta è salita dal 56% al 63%. Ottime anche le prenotazioni per il 2026, con una crescita dell’occupazione media giornaliera di quasi due punti, dal 27,9% al 29,7%. In forte prevalenza la clientela tedesca, soprattutto nei campeggi lacustri da aprile a settembre (44,2%), mentre durante le festività natalizie il mercato interno domina con il 75% delle presenze.
Al centro del convegno promosso da Faita Federcamping, gli scenari futuri del settore, tracciati anche grazie a una ricerca condotta dal CISET Ca’ Foscari sui campeggi provinciali. Lo studio mette in luce un comparto complessivamente solido, dove 8 imprese su 10 investono in innovazione digitale e 6 su 10 migliorano la propria offerta. Tuttavia, restano marginali le azioni rivolte alla sostenibilità ambientale e alla personalizzazione per target di clientela.
“L’open air è un settore in forte espansione, ma servono nuovi modelli di business e un’evoluzione dell’esperienza turistica”, ha affermato Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping. Dello stesso avviso Fabio Poletti, presidente Faita Trentino, che ha sottolineato come “la sostenibilità debba essere vissuta come cultura imprenditoriale, non solo come slogan”.
Il convegno ha posto l’attenzione anche sul potenziale economico del comparto. Secondo l’Università di Trento, il margine operativo delle imprese trentine è elevato e consente di finanziare innovazioni senza eccessiva dipendenza da contributi pubblici. Tuttavia, solo un terzo delle strutture propone attività sul territorio, e il passaggio generazionale e la gestione basata sui dati restano sfide ancora aperte.
In prospettiva 2030, la segmentazione dell’offerta, l’attenzione alle nuove generazioni di turisti e l’apertura al territorio saranno i fattori chiave per restare competitivi in un mercato in continua evoluzione.