Firmato accordo integrativo: aumento di 100 euro in busta paga
11 Febbraio 2026, 09:30
Con un aumento in busta paga di 100 euro lordi al mese uguale per tutti i livelli, è stato firmato presso la Camera di Commercio l’accordo integrativo provinciale del turismo, che in Trentino riguarda circa 30.000 lavoratori. Per gli addetti del comparto si tratta di 3.920 euro nel triennio di valenza dell’intesa, ossia dal febbraio 2026 a gennaio 2029. Il ritocco salariale, informano i sindacati, verrà erogato a partire da questo mese con i primi 80 euro, mentre i restanti 20 tra un anno, dal febbraio del 2027.
“L’intesa – si legge in una nota congiunta inviata da Confcommercio – consolida un percorso di responsabilità condivisa che mira a garantire stabilità contrattuale, sostenibilità economica e valorizzazione del lavoro, elementi ritenuti essenziali per la competitività del sistema turistico trentino”.
In calce all’accordo, le firme sono quelle di Giovanni Battaiola a nome dell’Associazione albergatori, di Fabia Roman per l’Associazione dei pubblici esercizi, di Marco Fontanari (Associazione ristoratori), Giovanni Bort (Confcommercio), Mauro Paissan (Confesercenti), Fabio Poletti (Faita), Sandra Paoli (Fiavet), Massimiliano Peterlana (Fieptet), Luigi Bozzato (Filcams Cgil), Fabio Bertolissi (Fisascat Cisl) e Vassilos Bassios (UilTucs).
Oltre agli aumenti retributivi, l’integrativo include il rafforzamento degli strumenti di welfare contrattuale (sanità integrativa e previdenza) e il sostegno strutturato alla formazione, con particolare attenzione ai lavoratori stagionali. L’accordo introduce anche misure orientate alla qualità del mercato del lavoro, tra cui strumenti di bilateralità potenziata, iniziative di contrasto al dumping contrattuale e sistemi di valorizzazione per le imprese che applicano correttamente i contratti collettivi di riferimento.
“Abbiamo raggiunto un buon accordo – hanno assicurato i segretari delle tre sigle – che dà sostegno concreto al personale del settore. Era centrale che un settore così trainante dell’economia provinciale valorizzasse le proprie risorse umane”.