Gli italiani cambiano le ferie: luglio e settembre superano agosto

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Le abitudini di consumo dei viaggiatori italiani subiscono una profonda mutazione strutturale nell’estate 2026, ridefinendo la stagionalità e i canali di prenotazione tradizionali. Secondo l’indagine di Facile.it condotta da EMG, si assiste al tramonto definitivo del monopolio delle partenze ad agosto: ben 16 milioni di italiani (1 su 2 tra chi parte) hanno scelto di concentrare le proprie vacanze nei mesi di luglio e/o settembre, preferiti rispettivamente dai target middle-age (45-54 anni) e dai silver (65-74 anni).

La durata media dei soggiorni si accorcia a 11 giorni, con ben 7 milioni di persone che hanno ridotto la durata del viaggio rispetto ai piani originari; di questi, oltre 5,2 milioni hanno preso questa decisione per far fronte al rincaro generale dei prezzi.

Sotto il profilo della ricettività, l’indagine certifica il boom delle case vacanza, preferite dal 26,9% del campione (oltre 7,6 milioni di viaggiatori). Il comparto dell’ospitalità professionale (alberghi, hotel, agriturismi e B&B) deve unire le forze per raggiungere il 38,2% delle preferenze totali. Per quanto riguarda le mete, l’Italia si conferma in testa, mentre per le tratte europee (che coinvolgeranno 6,2 milioni di connazionali) dominano Spagna (22,4%), Grecia (14,5%) e Francia (10,8%). In forte contrazione il lungo raggio verso il Nord America (scelto solo dall’1% contro il 3% registrato da Istat nel 2022). Sul fronte dei trasporti, l’auto privata resta il mezzo leader (55,5%), seguita dall’aereo (30,7%), che diventa però la prima scelta per la fascia 25-34 anni (54%).

Il budget si attesta come il driver principale nella scelta del viaggio (indicato da oltre 7 milioni di persone), con una spesa media a testa di 939 euro (limitata a trasporti e alloggio). Per finanziare le vacanze senza intaccare la liquidità familiare, molti italiani hanno fatto ricorso al credito al consumo: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati prestiti personali dedicati ai viaggi per un valore stimato di 170 milioni di euro. Infine, crolla il potere persuasivo della rete: nella scelta della meta, il consiglio di parenti e amici e l’esperienza pregressa vincono nettamente sull’ispirazione digitale, con appena il 9,7% dei vacanzieri che dichiara di essersi fatto influenzare dai canali social dei content creator.

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