Recensioni false e AI, con il DSA e la nuova legge scattano sanzioni e multe
14 Luglio 2026, 11:00
Il controllo della reputazione digitale e la trasparenza delle piattaforme di prenotazione si confermano asset cruciali per le imprese turistiche nell’estate 2026, che vedrà ben 36 milioni di italiani in viaggio. Secondo un’analisi del Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), le recensioni online influenzano l’82% delle prenotazioni, mentre il 33% dei viaggiatori italiani dichiara di utilizzare ormai sistemi di Intelligenza Artificiale per pianificare l’itinerario, verificandone però l’attendibilità tramite i giudizi degli altri utenti. In questo scenario, la proliferazione di recensioni fittizie — anche generate tramite deepfake o AI generativa — ha spinto il legislatore a inasprire drasticamente le tutele per arginare un mercato di raggiri che, secondo il Codacons, ha già coinvolto 4 milioni di connazionali.
Sotto il profilo legale, la responsabilità per la diffusione di recensioni ingannevoli si fa pesantissima. Le piattaforme di prenotazione online non possono più trincerarsi dietro il principio di neutralità tecnica: secondo le norme del Digital Services Act (DSA) e della recente Legge n. 34/2026, i portali devono implementare sistemi proattivi di monitoraggio e canali di segnalazione rapida per rimuovere i contenuti falsi. In caso di inottemperanza, la Commissione Europea può irrogare alle grandi piattaforme sanzioni fino al 6% del fatturato mondiale annuo. Lato committenti e intermediari che acquistano o promuovono recensioni fasulle per scalare le classifiche di gradimento, l’Antitrust (AGCM) può applicare sanzioni pecuniarie per pratiche commerciali scorrette fino a 10 milioni di euro, oltre a disporre la sospensione dell’attività ricettiva.
A delineare i contorni penali e normativi del fenomeno sono gli esperti legali dello studio internazionale RÖDL: “L’autore di una recensione online illecita può essere chiamato a rispondere in sede civile per il risarcimento dei danni e, ove ne ricorrano i presupposti, anche in sede penale per diffamazione aggravata, sostituzione di persona o altre fattispecie di reato. Per committenti e intermediari, le sanzioni del Codice del Consumo arrivano fino a 10 milioni di euro”, ha spieagato Avv. Valeria Spagnoletti Zeuli.
“I sistemi di intelligenza artificiale potrebbero creare un nuovo livello di ingannevolezza attraverso le recensioni generate tramite tecnologie deepfake. Dal 2 agosto 2026 sono entrati in vigore gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act. Inoltre, con il modello del DSA e della Legge 34/2026, le piattaforme digitali devono dimostrare di avere sistemi efficaci per intercettare e gestire le recensioni false, pena pesantissimi rischi sanzionatori”, ha aggiunto Avv. Nadia Martini.