venerdì, 19 Luglio 2024

Sesso e vacanza, i dettagli più piccanti degli italiani in viaggio

Più di un italiano su due dichiara che il sesso in vacanza è più passionale ed avventuroso se confrontato all’attività sessuale della vita di tutti i giorni, con una la percentuale che arriva quasi al 70% per i viaggiatori della Gen Z. Elemento considerato decisivo in questa valutazione dal 30% delle persone intervistate è il maggior tempo libero a disposizione che consente di dedicarsi, senza fretta, a tutti gli ‘ingredienti’ delle fughe più hot come gesti romantici, preliminari e massaggi. Lo rileva uno studio di PiratinViaggio volto a scoprire il legame tra sesso e vacanza.

Quasi la metà degli intervistati (47%) dichiara che la vacanza non incide sul numero di volte in cui si hanno rapporti. Tra le motivazioni principali di chi, invece, fa più sesso in vacanza (il 38% degli intervistati con Gen Z e Millennials-Gen Y in testa, rispettivamente al 41% ed al 40%) vi è la mancanza di stress mentale del tran tran quotidiano (51%), la voglia di sperimentare e lasciarsi andare (25% – dato che sale al 44% per i Baby Boomer) e più momenti liberi da impegni personali e professionali (19%).

Molto meno coloro che ammettono di fare meno sesso (15%) durante le ferie; in particolare per il 31% questo dipende dalla stanchezza derivante dalle attività intense svolte durante il periodo di villeggiatura (come, per esempio, le nuotate, le camminate sotto il sole oppure le visite turistiche) e per il 23% dalla tipologia di alloggio scelta che limita la libertà sessuale (come ad esempio il dover condividere la stanza con altre persone, o “con i figli”, come commentano alcuni rispondenti).

In merito a dove si è già fatto sesso in vacanza la camera del proprio alloggio rimane, con il 90% delle preferenze, il “classicone”. In seconda posizione, a sorpresa, si posizionano la spiaggia e il mare, che si aggiudicano entrambi il 47% delle preferenze. Al terzo posto location altrettanto audaci come l’auto (38%) e il luogo aperto nella natura come boschi e vigneti (37%). Camera sempre in pole position anche per la Gen Z, la quale sceglie come luogo del cuore anche la macchina (43%) e per i Baby Boomer, particolarmente attivi anche in barca (26%).

Gli italiani si dimostrano altrettanto creativi anche nei desiderata rispetto ai luoghi da provare come contesto del sesso in vacanza: il podio vede come protagonisti al primo posto la barca (38%), al secondo – curiosamente – il rifugio di montagna (35%) e al terzo a pari merito spiaggia e piscina (rispettivamente 29%). Pochissimi (1%), coloro che rientrano già nella mile high club (slang inglese per definire chi ha fatto sesso in volo), ma tanti quelli che vorrebbero entrarci, oltre il 20% (addirittura il 36% per la caliente Gen Z). La natura continua ad avere il suo fascino: ben il 24% vorrebbe infatti sperimentare boschi e nei vigneti. Da non trascurare l’importanza della cultura: il 9% dei rispondenti vorrebbe infatti trascorrere una visita al museo molto coinvolgente.

Qualora partiste da soli o con amici (come il 27% degli intervistati) e sentiste la necessità di concedervi qualche flirt – nonostante le preferenze degli italiani siano rivolte a un possibile partner di un’altra nazionalità (45%) e con un 47% che considera indifferente la provenienza geografica – gli italiani sono considerati dei grandi amatori.

Gli abitanti del Belpaese sono infatti i maestri indiscussi del flirt in vacanza con il 45% delle preferenze (scelti addirittura dai Baby Boomer al 49%), confermandosi così i latin lover per eccellenza. Tra i viaggiatori internazionali i rivali più focosi da temere sono gli spagnoli, selezionati dal 28% dei rispondenti (persino dal 33% dei rispondenti Millennials/Gen Y), e i brasiliani, scelti dal 6% (percentuale che raddoppia per i Baby Boomer). Una posizione inaspettata, ma degna di menzione va ai viaggiatori dalla Germania e dagli Stati Uniti al 4% (tuttavia, il dato cresce nel primo caso per i Baby Boomer al 7% e nel secondo per la Gen Z quasi al 10%). Il premio per i più timidi va, invece, ai canadesi, australiani e norvegesi (con preferenze tutte ampiamente sotto l’1%).

 

(photo credits @piratinviaggio)

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