sabato, 25 Settembre 2021

Alberghi in tenuta grazie agli stranieri nel 2013

II 2013 ha registrato una variazione del +0,27% di presenze alberghiere tra italiani e stranieri. Ciò ha significato una crescita di appena 686 mila pernottamenti alberghieri che, combinata con la parallela flessione delle tariffe volta ad assecondare le difficoltà della domanda, ha generato un ulteriore calo del giro d'affari. Lo rivelano i dati consuntivi relativi al sistema turistico-alberghiero del 2013 di Federalberghi.
Il calo delle presenze alberghiere degli italiani, registrato nei dodici mesi del 2013, è stato pari ad un -2,9%. Per quanto invece riguarda la componente straniera si è registrata una crescita pari ad un +3,7% di pernottamenti. Nonostante il contributo apportato dalla clientela straniera, il totale dei pernottamenti del 2013 si attesta ad un valore inferiore a quello del 2011 (-1,39%).
Entrando nel dettaglio mensile gli italiani hanno fatto segnare indicatori negativi per dieci mesi su dodici ad eccezione di novembre (+0,1%) e dicembre (+1,1%).
Gli stranieri hanno segnato solo tre mesi di trend negativo (gennaio, aprile e novembre), inanellando invece incrementi record a dicembre (+7,5%), maggio (+7,3%) e marzo (+6,6%).
Sul fronte dei collaboratori alberghieri il discorso è più articolato. L'anno 2013 ha chiuso con una diminuzione pari al 4% di lavoratori occupati (fu del -3% nel 2012), quantificabile nel solo comparto alberghiero in 10 mila unità ed in qualcosa come 40 mila unità a livello aggregato di settore.
Nel segmento dei lavoratori alberghieri a tempo indeterminato il dato annuo è stato di -4,7% (fu del -3,1% nel 2012) con picchi che sono andati dal -1,9% a novembre al -7,3% di giugno.
Nel segmento dei lavoratori alberghieri a tempo determinato il dato annuo è stato di -3,2% (fu di -2,8% nel 2012) con picchi che sono andati dal -0,2% di ottobre al -7,9% di febbraio.

 

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