Olimpiadi, vola hospitality e comparto aereo: traina la domanda estera

ANSA/MATTEO CORNER


Forte aumento dell’intero comparto hospitality e del traffico aereo in occasione delle prossime Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.

Secondo i nuovi dati forniti da The Data Appeal Company e Mabrian, con un numero di visitatori stimato in oltre 1 milione di persone, le compagnie aeree internazionali hanno dato avvio ad una strategia di rafforzamento e potenziamento dei collegamenti internazionali verso i principali scali aeroportuali coinvolti, per far fronte a rotte di lungo raggio, aumentate di circa il +20% a Milano.

Aumenta del 6% la capacità aerea dei principali scali interessati dall’evento: nel periodo di rilevamento (dal 4 al 25 febbraio, anno su anno) la capacità di volo verso i tre aeroporti di Milano – Malpensa, Linate e Orio al Serio sale complessivamente del 6%. Protagoniste in positivo le rotte internazionali, con il medio raggio che registra un aumento del +13,7% e il lungo raggio a segnare un +19,6% dei voli. In crescita anche l’hub di Venezia Marco Polo (+5,6%) che fa registrare un incremento del +6% sulle rotte internazionali e del +3,9% su quelle domestiche. All’aeroporto veneto va il maggior equilibrio tra traffico domestico ed europeo, lasciando agli hub milanesi la capacità di intercettare prevalentemente flussi internazionali e di lungo raggio.

Tra i principali Paesi di provenienza, gli Emirati Arabi Uniti (+30,2%) spiccano per l’offerta aerea in forte aumento verso Milano: la crescita di capacità aerea è sintomo di una strategia competitiva orientata alla conquista di nuove quote di domanda.

In Europa guidano la classifica dei mercati con capacità aerea in crescita Polonia (+35,8%) e Germania (+19,3%): di segno opposto Francia (-2,4%) e Paesi Bassi (-4,6%).

Per quanto riguarda il settore hospitality, si stima in oltre 291 milioni di euro il PES (Predicted Event Spending) ripartito tra alloggio, ristorazione e trasporti. Di questo, il 68% sarà assorbito dal settore hospitality e il 27% dalla ristorazione.

In coerenza con questo trend di crescita, i livelli di saturazione delle online travel agency nelle città olimpiche raggiungono percentuali tra il 40% e il 55%, in aumento di circa 15 punti percentuali rispetto a febbraio 2025: un dato che dimostra l’incredibile interesse turistico attorno ai prossimi Giochi Olimpici Invernali, e che non tiene tuttavia conto dei canali diretti di prenotazione di hotel e resort.

A livello di prezzi per il pernottamento, Cortina d’Ampezzo guida la classifica con una tariffa media notturna di 983 euro (+88% su base annua) e con punte fino a 1.752 euro. Seguono Livigno, con 612 euro a notte (+52%), e Tesero, che registra l’incremento percentuale più marcato (+103%) rispetto al periodo di rilevamento precedente, pur restando tra le località con le tariffe più accessibili tra quelle ospitanti.

Il picco delle richieste e il tendenziale aumento dei prezzi si concentra dal 10 al 17 febbraio 2026, in concomitanza con le competizioni più seguite e attese, in particolare per le gare di sci alpino e snowboard. La giornata con l’aumento più significativo rispetto ai prezzi del 2025 è il 13 febbraio, quando la tariffa media giornaliera risulta più del doppio dell’anno precedente (+146%).
Assistere alla cerimonia di apertura dei Giochi a Milano (6 febbraio) ha una tariffa media di 412 euro a notte (+119% anno su anno), mentre la città di Verona registra già un aumento del +51% per la notte precedente la cerimonia di chiusura (186 euro a notte), prevista il 22 febbraio con lo spettacolo “Beauty in Action” nell’Arena della città scaligera.

Cresce la richiesta di strutture a quattro e cinque stelle: nonostante aumenti tariffari rispettivamente del +62% e del +43% anno su anno, e picchi che arrivano fino a 2.600 euro a notte, le strutture di maggior pregio registrano i livelli di occupazione più elevati (intorno al 45% del totale della richiesta). Segno di una domanda che si dimostra poco sensibile al prezzo e di un profilo di visitatori prevalentemente altospendenti.

Boom degli affitti brevi che registrano il +171% su base annua. Un segnale della presenza di un ampio segmento di viaggiatori che, pur disponendo di una buona capacità di spesa, predilige appartamenti ben posizionati e completamente attrezzati come alternativa agli hotel tradizionali.

Scarica qui il report completo.

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