mercoledì, 30 Settembre 2020

Ponte Immacolata, 6 mln in viaggio; Bocca: reagire alla paura

Saranno oltre 6,1 milioni gli italiani che partiranno per il Ponte dell’Immacolata, rispetto ai 5,4 milioni del 2014, (+12,9%). Il 97,3%, pari a circa 6 milioni di italiani, rimarrà entro i confini nazionali, mentre il 2,1 andrà all’estero, scegliendo per la quasi totalità le grandi capitali europee, evitando di conseguenza qualsiasi altra area ritenuta a rischio attentati, secondo l’indagine di Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions.

Saranno le località montane, quasi a voler rispettare la tradizione, quelle più frequentate preferite dal 36% dai viaggiatori. Il 31,8% andrà invece in località d’arte maggiori e minori.

La casa di parenti o amici sarà la struttura prescelta dal 33,5% dei viaggiatori (rispetto al 30,1% del 2014), seguita dal 25,2% di chi andrà in albergo (rispetto al 25,9% del 2014) e dal 12,6% che si recherà in casa di proprietà. I bed & breakfast saranno scelti dall’8,2% dei viaggiatori, seguiti dai sempre più in auge rifugi alpini col 4,0% e dall’appartamento in affitto col 3,7% della domanda. I residence ospiteranno il 3,4%, gli agriturismo il 3,3% ed i campeggi l’1,1%.

La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti), si attesterà sui 267 euro (rispetto ai 262 euro del 2014, per un +1,9%), per un giro d’affari lordo di 1,6 miliardi di euro rispetto agli 1,4 miliardi di euro del 2014, a +14,3%. Per chi rimarrà in Italia la spesa sarà sui 261 euro, mentre chi preferirà mete d’oltre confine la spesa media salirà a 693 euro. La durata media, infine, del soggiorno durante questo ‘ponte’ dell’8 dicembre, sarà di 2,6 notti trascorse fuori casa.

“È un segnale di inequivocabile voglia di reagire al clima di terrore che aleggia nel mondo intero -commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – considerando infatti il momento di allerta sia del livello di sicurezza sia di tenuta economica internazionale poter contare su oltre il 10% della popolazione che può permettersi una seppur breve vacanza approfittando della circostanza favorevole che il calendario ci riserva, è un raggio di sole in un cielo sicuramente ingombro di nuvole. 

L’indicazione principale che emerge è di un turismo autarchico, con la quasi totalità dei vacanzieri che sceglierà il Bel Paese per trascorrere qualche giorno di svago e di riposo. Il dato è importante anche perché nella maggioranza dei Paesi europei l’8 dicembre non è un giorno festivo e quindi in questa occasione – conclude – potremo contare solo su una parte di domanda internazionale, che tuttavia continua ad indirizzare verso l’Italia flussi crescenti di clientela, aiutandoci a rafforzare il recupero del sistema ricettivo”.

 

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