A Gent riapre il Design Museum tra eredità e nuove visioni

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Photo credit @ Filip Dujardin for Design Museum Gent


C’è chi la visita per ammirare il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck, chi per passeggiare tra vicoli medievali e canali, chi per la sua vivace scena creativa. Ma oggi Gent offre un motivo in più per programmare un viaggio nelle Fiandre: il 3 ottobre, infatti, ha riaperto il Design Museum. Con oltre 6.500 metri quadrati di superficie, di cui più di 3.700 dedicati agli spazi espositivi, e una collezione di oltre 24.000 opere, il nuovo polo si arricchisce di un’ala che collega tutti gli edifici storici, dando vita a un percorso integrato e completamente accessibile che riflette la filosofia alla base della riapertura: Everything is designed. Everything can be redesigned.

La riapertura propone un nuovo racconto della collezione permanente. Collezione. Models from the Past for the Future (3/10/26 – 31/12/29), curata da Evelien Bracke, presenta circa 500 opere, il 40% delle quali esposte al pubblico per la prima volta, mettendo in relazione grandi protagonisti della storia del design e nuove commissioni contemporanee attraverso cinque temi – copia, comfort, migrazione, pieghe e connessioni – che attraversano epoche e linguaggi. A completare il percorso inaugurale, la mostra Public Matter(s): Design e Democrazia (3/10/26 -11/4/27), curata da Amelie Klein e Vera Sacchetti, esplora il rapporto tra progettazione, partecipazione e sistemi democratici attraverso installazioni, casi studio e dispositivi interattivi dedicati a temi come inclusione, diritti civili e accessibilità.

Dal 3 all’11 ottobre, il design sarà protagonista anche fuori dalle mura del museo con la prima edizione di Design Fest Gent: una settimana di mostre, installazioni, workshop e incontri diffusi in diversi luoghi della città che accompagneranno il pubblico alla scoperta di progettisti, spazi e iniziative in grado di trasformare Gent nel luogo per eccellenza di confronto sui temi della creatività contemporanea.

E se il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck conferma la centralità di Gent nel medioevo fiammingo la mostra monografica dedicata a Jenny Montigny (1875-1937), in programma al MSK Gent dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, svela una città che già nei primi anni del XX secolo intercettava le tendenze avanguardistiche provenienti dai salotti culturali europei.

In una continua tensione tra avanguardia e tutela della propria eredità culturale, la città costruisce anche spazi aperti alla cittadinanza, come la Boekentoren, la torre-biblioteca progettata da Henry Van de Velde e la più recente De Krook che, affacciata sulla Schelda, oltre alla lettura, ospita incontri, mostre, laboratori e iniziative aperte alla cittadinanza.

Prima città delle Fiandre a entrare nella rete UNESCO delle Creative Cities of Music, Gent ha una scena musicale che ne definisce il carattere contemporaneo: vive di concerti, festival e rassegne che durante tutto l’anno animano teatri, club e spazi pubblici, trasformando la musica in una presenza costante della vita cittadina.

Eppure, bastano pochi chilometri in bicicletta, seguendo uno degli itinerari Flanders Finest per passare dal fermento creativo della città alla quiete della natura. Seguendo il corso del Leie si raggiunge il Bourgoyen-Ossemeersen, riserva naturale alle porte di Gent, rifugio di decine di migliaia di uccelli e luogo ideale per rallentare e scoprire il volto più verde della città.

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