Lunghe code negli aeroporti per nuovi controlli Ue: polemiche

Prima domenica di luglio caratterizzata, all'aeroporto di Roma, Leonardo Da Vinci a Fiumicino, da un grande movimento di passeggeri in partenza per le vacanze estive. I ANSA/TELENEWS


Vengono segnalate da giorni attese fino a tre ore ai controlli in alcuni aeroporti europei, con le conseguenti code, dopo l’introduzione del nuovo sistema d’ingresso elettronico alle frontiere per i cittadini extra-Ue (il cosiddetto Entry/Exit System o EES). Lo ha dichiarato al Financial Times il responsabile europeo dell’Airports Council International (Aci), Olivier Jankovec, secondo cui la situazione nelle prossime settimane, e soprattutto durante i picchi dei mesi estivi, diventerà ‘semplicemente ingestibile’.

Secondo quanto riferito, i Paesi che stanno affrontando i maggiori problemi sono Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Grecia. L’allarme è arrivato dopo il caso dei cento passeggeri che domenica scorsa erano rimasti a terra all’aeroporto di Milano Linate senza riuscire a imbarcarsi su un volo easyJet per Manchester. La compagnia low-cost aveva ritardato il decollo di 52 minuti per consentire a quante più persone possibile di superare i controlli, ma l’aereo era stato costretto a partire quando l’equipaggio aveva raggiunto il limite massimo di ore di servizio consentite dalle normative sulla sicurezza. Dei 156 passeggeri previsti, solo 34 erano riusciti a salire a bordo e il caso era finito sui media del Regno Unito, viste le tante famiglie britanniche coinvolte.

I nuovi controlli si applicano anche ai cittadini dell’isola, come previsto dopo la Brexit, e la vicenda delle code negli scali ha scatenato una polemica, arrivando fino nel Parlamento di Westminster. Il leader dei libdem Ed Davey, durante il Question Time alla Camera dei Comuni, ha parlato di simbolo del “fallimento del governo nel rimediare al disastro della Brexit”. In risposta, il premier laburista Keir Starmer ha affermato che l’esecutivo sta “lavorando intensamente in tal senso e che intende andare avanti rispetto all’allineamento fra Londra e Bruxelles, nell’ambito del reset dei rapporti avviato da sir Keir, in vista del nuovo vertice Gb-Ue in programma nei prossimi mesi”.

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