Art bonus anche per le fondazioni bancarie

Fisco soft per il mecenatismo culturale, anche senza il trasferimento diretto di fondi agli enti pubblici territoriali, ma a condizione che il beneficiario provveda al pagamento delle fatture per la progettazione e l’esecuzione dei lavori di restauro del bene pubblico oggetto dell’intervento. E’ quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate spiegando che “anche le fondazioni bancarie” possono accedere all’agevolazione fiscale quando si tratta di interventi “senza scopo di lucro”.   

Ad accedere sono le fondazioni “il cui statuto prevede espressamente l’intervento nel territorio di riferimento attraverso l’erogazione di contributi e la promozione di iniziative, e che hanno prescelto il settore d’intervento dell’arte, attività e beni culturali, possono accedere al regime fiscale dell’Art bonus pur non trasferendo direttamente somme di denaro, ma a condizione che si facciano comunque carico esclusivo dell’esecuzione di progetti di restauro e valorizzazione di beni culturali, inclusi i relativi oneri finanziari e organizzativi, sulla base di protocolli d’intesa ad hoc stipulati con gli enti pubblici territoriali”.  

Per leggere la Risoluzione 87/E/2015 dell’Agenzia delle Entrate clicca qui.

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