Vettori su in Borsa ma conseguenze crisi potrebbero durare anni

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO


Lo stretto di Hormuz ancora chiuso e la tregua tra Usa e Iran che vacilla con gli attacchi di Israele al Libano pesano sulle Borse di Asia e Pacifico. Dopo la corsa della vigilia innescata dall’entusiasmo per la treguia di due settimane, i listini sono ripiombati nell’incertezza.

Peccato, perchè ieri, per le compagnie aeree e le società di viaggi e al turismo era stata una giornata più che positiva: in Europa Ryanair ed Air France erano salite di oltre l’11%, Lufthansa più del 10%. A Wall Street avevano guadagnato United Airlines (+13%), American Airlines (+11%) e Delta (+9,7%) e i gruppi delle crociere: Carnival +14%, Norwegian Cruise (+12%), Royal Carribean +11%.

Diversi analisti comunque si erano già detti prudenti sul fatto che si possa tornare in tempi brevi alle quotazioni segnate prima della guerra, visto l’attuale clima di incertezza. Secondo Moody’s per esempio “anche ipotizzando un cessate il fuoco duraturo, probabilmente ci vorranno mesi prima che i flussi attraverso lo Stretto tornino ai livelli precedenti, il che contribuirà a mantenere i prezzi dell’energia superiori ai livelli pre-conflitto”.

Dello stesso avviso anche il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), Fatih Birol, secondo cui le conseguenze della crisi energetica si potranno sentire ancora “per mesi, se non addirittura per anni”. “Ci vorrà del tempo per rimettere in funzione in modo sicuro gli impianti che sono stati messi fuori servizio. Anche le petroliere che lasciano la regione del Golfo hanno bisogno di tempo per raggiungere i loro mercati di destinazione. Per l’Asia meridionale bastano pochi giorni, ma per i mercati più lontani in Asia e in Europa ci vorranno diverse settimane”, spiega. L’Europa “sarebbe in grado di cavarsela senza grossi problemi ad aprile”, se lo Stretto di Hormuz non dovesse essere subito completamente aperto, ma un paio di settimane dopo la situazione diventerebbe molto più difficile, soprattutto per quanto riguarda il gasolio e il cherosene”, ha sostenuto Birol. Il quale prevede che, in tal caso, a partire da metà maggio si verificheranno limitazioni, ad esempio nel traffico aereo.

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