mercoledì, 27 Ottobre 2021

Gli stranieri bocciano i menù italiani, poco multilingue e provinciali

Sono poco chiari e contengono troppe imprecisioni nella versione in inglese: ecco perché i turisti stranieri bocciano i menù italiani accusando di provincialismo ristoranti, trattorie e pizzerie italiane. 

Da una ricerca su un campione di 500 turisti stranieri condotta dall’Associazione Donne e Qualità della Vita, emerge che i ristoranti di lusso offrono in molti casi (89%) menù bilingue, ma dato l’afflusso sempre più eterogeneo di turisti in Italia, gli stranieri si aspettano sicuramente più internazionalità, specie dai quei ristoranti nei quali una cena viene pagata anche 150 euro a testa. Pollice verso anche per i locali meno pretenziosi: infatti, secondo la ricerca, solo il 30% offre ai propri clienti una lista dei piatti in più lingue.

Bocciate le pizzerie, frequentatissime soprattutto nelle città d’arte, da turisti che solo nel 20% dei casi propongono al proprio cliente un menù in inglese. Si salvano invece pub e fast food che, date le origini anglo-americane, propongono la possibilità di scegliere le pietanze almeno in due lingue (75%).

La “carta”, per il 67% dei turisti, rappresenta un vero e proprio biglietto da visita per un ristorante e di conseguenza oltre a un grafica accattivante e attraente con l’aggiunta di foto di alcuni dei piatti migliori, gli stranieri gradirebbero la traduzione almeno in inglese; mentre per il 55% è sinonimo di affidabilità e garanzia circa la bontà del livello del locale e con il 44% che ritiene importante lo stile con il quale è scritto, certo che da questo si evince anche quanto siano attendibili i prodotti offerti.

Tra le motivazioni per cui gli stranieri vorrebbero una versione in inglese più esaustiva, c’è anche l’esigenza di sapere esattamente gli ingredienti contenuti in ciascun piatto, aiutando nella scelta coloro che per motivi religiosi o di salute non possono mangiare tutto.

Tanti turisti gradirebbero anche la traduzione in cinese, russo e indiano mentre il 33%  degli intervistati vorrebbe maggiore cura e trasparenza alla voce “prezzi”, sia in euro che nelle principali valute straniere, evitando così possibili problemi al momento di pagare. Infine secondo il 22% della ricerca, c’è chi sogna un “menù 3.0”, scegliendo cosa mangiare direttamente da uno smartphone o tablet, magari dopo aver visto un video tutorial sulla presentazione del piatto.

Ad esempio, l’hotel Boscolo Exedra di Roma integra il menù scritto con un video-menù che spiega a turisti caratteristiche e prelibatezze dei piatti che andranno a degustare.

 

News Correlate