Cipro è sicura ma è allarme per il turismo estivo


A Cipro l’impatto della guerra in Medio Oriente sul turismo c’è stato e l’incertezza che ancora oggi aleggia sulla sua fine potrebbe peggiorarlo. A poche ore dalla fine del vertice informale Ue di Cipro il governo di Nicosia ha già dovuto rivedere le stime sul turismo per il 2026.

Per l’isola di Afrodite quello del caos carburante è forse il problema minore. Cipro dista poco più di 260 chilometri dal Libano, è molto più vicina al Medio Oriente in fiamme che all’Europa continentale. Non solo, nelle prime battute della guerra l’Iran ha lanciato i suoi droni Shahed verso le basi britanniche nel Paese. Il tonfo sui numeri degli arrivi è stato immediato: -30,7% nel mese di marzo rispetto all’anno precedente. In numeri assoluti oltre 60mila turisti in meno. “Veniamo da tre anni in cui il comparto è costantemente cresciuto, registrando un +40%. Ora siamo preoccupati ma abbiamo ancora fiducia nei prossimi mesi, la situazione può essere recuperata”, ha spiegato all’ANSA il ministro del Turismo Koumis ricordando come il settore “guidi l’economia cipriota” occupando il 20% circa del Pil nazionale.

La tradizione turistica dell’isola è ormai secolare, sebbene non priva di shock. Basti pensare al caso di Varosha, fino all’agosto del 1974 considerata la Saint Tropez del Mediterraneo Orientale, con i suoi grandi alberghi che ospitavano celebrità internazionali. Nell’estate di 32 anni fa, tuttavia, Varosha fu coinvolta nell’invasione turca del Nord. I residenti di origine greca fuggirono in massa al Sud, abbandonando tutto. Oggi la località è una ghost town, visitata da decine di curiosi, alla periferia di Famagosta, nella parte turca di Cipro. Nel 2022 la guerra di Vladimir Putin ha sferrato un altro colpo all’industria del turismo locale, essendo Cipro una destinazione privilegiata di russi e ucraini. “Ma abbiamo diversificato il mercato, bilanciando le perdite e migliorando il trend”, ha ricordato il ministro.

Questa volta, l’impatto del conflitto ha nelle ultime settimane azzerato gli arrivi dalla vicina Israele (ma i voli da Tel Aviv e Haifa sono stati di recente ripristinati), e ha influenzato anche gli arrivi dall’Europa. “Voglio essere chiaro, Cipro è una destinazione sicura, abbiamo appena ospitato il summit Ue. Noi siamo un pilastro di stabilità. Non siamo parte del conflitto, non siamo parte del problema in Medio Oriente”, ha rimarcato Koumis.

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