venerdì, 5 Marzo 2021

Conto salato per i viaggiatori inglesi tra tamponi e quarantena in hotel

Il governo britannico non intende fare sconti a chi sceglie di viaggiare – per esigenze talora essenziali, talaltra meno – in tempo di covid e malgrado il lockdown stringente introdotto per cercare di frenare la minaccia di nuove varianti del virus nel Regno Unito.

Lo confermano i media dopo l’entrata in vigore della stretta che prevede per chiunque arrivi da qualsiasi Paese un triplo tampone (uno prima di partire e due al secondo e all’ottavo giorno d’una quarantena obbligatoria cautelare di 10 giorni dopo lo sbarco); nonché l’isolamento non più in casa ma in hotel sorvegliati per chi rientri a Londra o in tutta la l’Inghilterra da una più ristretta lista rossa di 33 Paesi (Italia esclusa) considerati più a rischio d’importazione delle temute varianti ‘sudafricana’ e ‘brasiliana’.

Per quest’ultima categoria di persone è previsto il pagamento di tasca propria delle spese di soggiorno e trasporto in albergo per un totale di 1750 sterline per il periodo dei 10 giorni, come già si sapeva. Ma anche di altre 1200 sterline – secondo Sky News – laddove la quarantena sorvegliata dovesse prolungarsi in seguito al risultato positivo di uno dei test. Non solo: il giro di vite è confermato in forma ancor più dura in Scozia, dove il governo locale, competente sulla materia in base alla devolution, ha esteso precauzionalmente la quarantena alberghiera ai (pochi) viaggiatori che arrivano dall’estero direttamente in territorio scozzese da qualunque Paese al mondo (Italia in questo caso compresa).

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