La Thailandia inasprisce le norme sui visti per i turisti


La Thailandia sta riducendo drasticamente la durata dei soggiorni senza visto per i turisti provenienti da oltre 90 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, i 29 paesi dell’area Schengen e Australia, nel tentativo di arginare i reati commessi da cittadini stranieri. Lo riporta il Guardian citando autorità locali.

Il turismo è una fonte cruciale di posti di lavoro in Thailandia e il Paese ha faticato a tornare ai livelli di arrivi stranieri registrati prima della pandemia di Covid. Tuttavia, le preoccupazioni relative ai visitatori che infrangono la legge hanno portato a richieste di norme sull’immigrazione più severe. I turisti apportano “benefici, come ad esempio la spinta all’economia, ma l’attuale sistema ha permesso ad alcuni di abusarne”, ha dichiarato la portavoce del governo, Rachada Dhanadirek.

I frequenti episodi in cui i turisti commettono reati che vanno dal taccheggio agli atti osceni in luogo pubblico hanno attirato l’attenzione del pubblico online, mentre desta particolare preoccupazione anche il fatto che gli stranieri si fermino oltre il periodo consentito e gestiscano illegalmente attività commerciali nelle località turistiche più frequentate, senza i permessi necessari.

Le autorità thailandesi hanno inoltre espresso preoccupazione per i gruppi criminali transnazionali che abusano delle leggi sull’immigrazione. Il ministro degli Esteri, Sihasak Phuangketkeow, ha dichiarato la scorsa settimana che la Thailandia non sta prendendo di mira alcun Paese in particolare, bensì gli individui che abusano del sistema dei visti commettendo reati nel Paese.

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