giovedì, 24 Settembre 2020

Parigi cerca rilancio dopo attentati con un piano da 40 mln euro

A pochi giorni dalle commemorazioni degli attentati del 13 novembre che costarono la vita a 130 persone al Bataclan, allo Stade Saint-Denis e nei locali del centro di Parigi, il premier Manuel Valls punta a rilanciare il settore turistico. Da gennaio le presenze turistiche sono crollate dell’8,1% con un pesante impatto su alberghi ristoranti, musei e monumenti. In meno di un anno i visitatori del Louvre sono crollati del 20%, -15% alla Tour Eiffel.

Per far fronte a questa situazione il Governo pensa ad un investimento di 40 milioni di euro per riportare i visitatori in Francia e, in particolare, nella capitale.  L’obiettivo è rassicurare gli stranieri, soprattutto asiatici, che da un anno disertano gli splendori transalpini. Quindici milioni di euro andranno al rafforzamento della sicurezza.

La strage del 13 novembre, ma anche le continue aggressioni ai turisti asiatici perseguitati dai borseggiatori e la rapina di cui è stata vittima Kim Kardashian hanno danneggiato l’immagine di Parigi. Molti quartieri turistici verranno dotati di nuovi sistemi di videosorveglianza. Misure di sicurezza rafforzate anche in una trentina di musei, spazi espositivi, o luoghi di grande richiamo come il Mont-Saint-Michel.

La promessa è che i visitatori potranno disporre di procedure amministrative più facili, ad esempio, per sporgere denuncia o passare i controlli doganali. Gli aeroporti parigini di Orly e Roissy-Charles-de-Gaulle verranno dotati di decine di totem elettronici che consentono di accelerare il controllo passaporti.

I restanti 25 milioni di euro andranno a misure tecniche di sostegno del settore, incluso in materia di pubblicità e comunicazione.
Con circa 2 milioni di turisti persi negli ultimi dieci mesi tra Parigi e l’Ile-de-France il conto è pesantissimo. Per il Paese, secondo i dati del governo, gli arrivi internazionali sono crollati dell’8,1% dal primo gennaio al 31 ottobre. A disertare la République sono stati soprattutto asiatici, giapponesi (-39%) e cinesi (-23%) ma anche tedeschi (-10,8%) e americani (-4%). 

Perdite che supereranno quest’anno il miliardo di euro in un comparto che rappresenta il 7,5% del Pil francese.  Intanto, mentre parte il conto alla rovescia per la riapertura del Bataclan con il concerto di Sting e le successive commemorazioni del fine settimana, 170 legali chiedono di indennizzare l'”angoscia” o la lacerante “attesa” provata dalle vittime o dai loro cari in quella tragica notte di metà novembre.  

 

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