Rallenta turismo in Spagna ma aumenta l’impatto sul PIL
14 Gennaio 2026, 11:40
Il turismo in Spagna ha chiuso il 2025 con una crescita del 2,5%, inferiore a quella dell’economia nel suo complesso, stimata al 2,9%, segnando una fase di normalizzazione dopo i forti rimbalzi successivi alla pandemia. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’alleanza turistica Exceltur (grandi imprese, operatori e imprese di servizi del settore), presentato a Madrid.
Il Pil turistico ha raggiunto i 218.459 milioni di euro, portando il peso del settore al 13% dell’economia spagnola, il livello più alto mai registrato e che conferma il turismo come prima industria del Paese. Dopo le crescite del 10,5% nel 2023 e del 5,5% nel 2024, il 2025 segna dunque un rallentamento in linea con il ciclo economico generale.
Per il 2026, Exceltur prevede un’ulteriore crescita del turismo del 2,4%, leggermente superiore a quella dell’economia spagnola stimata dal Banco de España, trainata soprattutto dall’aumento della spesa più che dai flussi. Il settore, tuttavia, avverte dei rischi legati alla crescente incertezza internazionale, in particolare alle decisioni della nuova amministrazione statunitense.
La crescita resta sostenuta dalla domanda estera, caratterizzata da una spesa giornaliera più elevata (+4,5%) ma con soggiorni più brevi (-1,2%). Fino a novembre, la spesa dei turisti stranieri è aumentata del 6,8%, mentre quella del turismo domestico risulta stagnante (-0,4% fino a settembre), con una maggiore propensione degli spagnoli a viaggiare e spendere all’estero.
Tra i principali mercati, crescono i flussi da Regno Unito (+3,2%), Portogallo (+6,2%) e Irlanda (+5,6%), mentre calano quelli dai grandi Paesi europei: Germania (-3,4%), Francia (-1,1%), Italia (-1,3%) e Paesi Bassi (-3,9%). In forte espansione la lunga distanza asiatica, con arrivi dalla Cina (+14%) e dal Giappone (+10%), mentre gli Stati Uniti rallentano (+4,5%).