lunedì, 25 Gennaio 2021

Usa e Berlino: tampone negativo per chi arriva

Dagli Usa a Berlino continuano ad aumentare le restrizioni per viaggiare. A meno che non si sia in possesso di un tampone negativo.

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) americani hanno deciso di richiedere, a partire dal 26 gennaio, il tampone negativo al SarsCov2 a tutti i passeggeri dei voli che entreranno negli Stati Uniti. Il test dovrà essere fatto prima e dopo il volo. In particolare il tampone andrà fatto entro 3 giorni prima della partenza (il passeggero dovrà presentare documentazione scritta dell’esame) e poi ripetuto 3-5 giorni dopo l’arrivo. Le compagnie aeree dovranno confermare il risultato negativo al coronavirus per tutti i loro passeggeri prima dell’imbarco. Se un passeggero non dovesse presentare documentazione del test negativo o guarigione o non volesse fare il tampone, la compagnia aerea dovrà negargli l’imbarco. A questa misura andranno aggiunti 7 giorni di isolamento a casa dopo il volo.

Intanto anche chi entra in Germania da zone interessate dalle varianti del virus Covid-19 o da zone con alta incidenza del virus dovrà presentarsi con un test negativo ai controlli di ingresso nel Paese. Questa misura è stata pensata soprattutto per limitare la diffusione della variante cosiddetta ‘sudafricana’ o ‘inglese’. Per tutti coloro che invece entrano da zone classificate a rischio sarà necessario presentare entro 48 ore dall’ingresso un test negativo. “Viaggi all’estero in zone a rischio non sono adatti a tempi di pandemia”, ha detto il ministro della Salute Jens Spahn.

Intanto scatta da domani, venerdì 15 gennaio, l’obbligo di registrazione elettronica per l’ingresso in Austria. Vanno indicati tramite un modulo online nome, data di nascita, email, indirizzo di soggiorno, data di ingresso, eventuale data di partenza e gli Paesi visitati negli ultimi 10 giorni. I dati vengono conservati per 28 giorni per poi essere cancellati. L’obbligo di registrazione vale per tutte le persone che entrano in Austria, ad eccezione di pendolari, dei viaggiatori in transito per raggiungere un altro paese e per urgenze in ambito familiare, come per esempio funerali. Resta in vigore la quarantena obbligatoria di 10 giorni, che può essere accorciata a 5 giorni con un tampone negativo a proprie spese.

Invece, il governo giapponese è pronto a sospendere gli ingressi di tutti i cittadini stranieri non in possesso di un permesso di soggiorno nel Paese, chiudendo di fatto le frontiere, per tentare di arginare l’accelerazione senza sosta dei contagi di coronavirus. Lo scorso mese il governo aveva applicato severe restrizioni, che però escludevano i viaggi di affari di breve durata da 10 Paesi asiatici, nello specifico Brunei, Cambogia, Cina, Laos, Malesia, Myanmar, Tailandia, Singapore, Corea del Sud, Vietnam e Taiwan. Con la nuova ordinanza anche questi permessi speciali verranno ritirati almeno fino al 7 febbraio, la data in cui terminerà lo stato di emergenza di un mese in vigore a Tokyo e tre prefetture adiacenti.

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