Fase 2, possono riaprire hotel, B&B e agriturismi ma con restrizioni

Gli alberghi, i bed and breakfast e le altre strutture ricettive possono proseguire la propria attività, ma esclusivamente per le persone autorizzate a spostarsi secondo le previsioni normative e sempre nel rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie e della distanza interpersonale, evitando comunque di causare assembramenti negli spazi comuni o in prossimità degli accessi. Il chiarimento è contenuto in una Faq sul portale del governo in merito alle misure adottate con il Dpcm dello scorso 26 aprile.

“Non solo gli alberghi ma tutte le strutture ricettive e quindi anche gli agriturismo possono ospitare le persone che sono autorizzate a muoversi nel periodo di emergenza epidemiologica”, sottolinea la Coldiretti ribadendo l’importanza del chiarimento da parte del governo sulla strutture ricettive che possono dare ospitalità. “L’agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall’emergenza e Coldiretti con Terranostra è impegnata nel realizzare un piano, con risorse economiche di sostegno e misure straordinarie di intervento a partire dal Dl Rilancio” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Coldiretti ha anche reso noto che ammontano a 81 milioni le presenze turistiche perse durante i tre mesi di primavera per effetto del lockdown che ha azzerato i flussi dei viaggiatori a partire da marzo che segna tradizionalmente il rilancio stagionale con il susseguirsi di occasioni di vacanza tra le festività di Pasqua, Festa della Liberazione, 1 maggio e Pentecoste, rilevante soprattutto per gli arrivi dall’estero.

Soddisfazione è stata espressa anche da Cia che ora chiede al governo di intervenire con provvedimenti ad hoc che garantiscano il ristoro dei danni causati dal fermo di questi due mesi, concisi con il pieno della stagione primaverile e delle festività pasquali, che registrano tradizionalmente il picco delle prenotazioni. Cia annuncia che interverrà anche nella fase di stesura del nuovo decreto per favorire con un piano di rilancio tutto il settore del turismo rurale e dell’enoturismo.

“Siamo pronti a ricominciare e a farlo in piena sicurezza. Per l’estate, in alcune località, ci sono pure timidi segnali che potrebbero concretizzarsi in presenze di stranieri”, sottolinea, in una nota, Augusto Congionti, presidente di Agriturist. Molte, tuttavia, sono le preoccupazioni degli imprenditori agrituristici, a partire, sottolinea Agriturist, dalla mancanza di liquidità e dai tributi da pagare. Numerose sono state le disdette e gli annullamenti a causa del lockdown, che ha totalmente azzerato i fatturati. Una perdita secca, tra ospitalità, ristorazione e fattorie didattiche che supera i 900 mila euro. Gli imprenditori agrituristici contano i danni, ma soprattutto guardano al futuro e chiedono di riprendere l’attività al più presto, con lo stesso trattamento che è stato riservato alle strutture alberghiere.

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