Assoparchi, il settore cresce e diventa sempre più strategico
30 Giugno 2026, 11:50
Il settore dei parchi divertimento in Italia consolida i risultati straordinari del 2024 e chiude il 2025 in sostanziale tenuta, confermandosi un pilastro strategico per l’indotto turistico nazionale. Secondo i dati ufficiali del Rapporto Annuale SIAE, rielaborati da AssoParchi, nel 2025 il comparto ha registrato 20,6 milioni di ingressi e una spesa al botteghino di 306 milioni di euro. Nonostante una lieve flessione dei volumi rispetto all’anno record precedente (-2,2% ingressi e -0,2% spesa complessiva), dovuta principalmente al maltempo nella prima parte dell’estate, l’anno si è chiuso con un incremento della spesa media per visitatore (+2%) e dell’incasso medio per giornata di apertura (+1,4%).
Il trend evidenzia un cambio di modello per il mercato italiano, orientato sempre più sulla valorizzazione dei servizi e sulla qualità dell’offerta. I 50 parchi leader (tra cui Gardaland, Mirabilandia, Leolandia, Aquafan, MagicLand, Zoomarine ed Etnaland) sono in controtendenza e crescono dello 0,7% grazie al piano di investimenti triennale 2025-2027 da 500 milioni di euro. Ottime anche le performance della destagionalizzazione, con balzi significativi a giugno, ottobre (Halloween segna +9,5% ingressi e +28,5% spesa) e dicembre. A livello geografico, il Veneto si conferma la prima regione per presenze (23% del totale) e fatturato (35,4% della spesa nazionale), seguito da Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio.
“Il dato sull’aumento della spesa media pro-capite conferma una direzione strategica ormai evidente anche per il mercato italiano: il settore si sta indirizzando verso un modello più evoluto, in cui la crescita non si misura soltanto in termini di volumi, ma nella capacità di migliorare il valore dell’esperienza. Food & beverage, merchandising, priority-pass e altri servizi ancillari diventano leve fondamentali per qualificare la visita, diversificare i ricavi e rispondere a una domanda sempre più orientata alla personalizzazione. Rispetto all’estero, però, in Italia il prezzo del biglietto resta decisamente più contenuto: una scelta che consente di preservare l’accessibilità dei parchi”, ha detto Luciano Pareschi, presidente AssoParchi.
Sul ruolo macroeconomico del comparto – che oggi conta 295 strutture attive e genera un indotto complessivo di 8 miliardi di euro con 60.000 occupati nella filiera – si è espresso il direttore di AssoParchi, Maurizio Crisanti: “I dati 2025 confermano che il valore dei parchi supera di gran lunga il parametro dell’affluenza. Il visitatore non acquista soltanto un biglietto, ma una giornata di relazione e intrattenimento. Sul fronte dell’offerta, il numero degli impianti attivi è cresciuto del 17,1%, passando da 252 a 295 strutture distributed in 243 comuni: un segnale di capillarità e vitalità imprenditoriale. Per questo e per i volumi generati, chiediamo alle istituzioni di riconoscere pienamente il ruolo dei parchi divertimento come infrastrutture turistiche, culturali e sociali del Paese”.