venerdì, 30 Ottobre 2020

Incidente a Venezia tra nave Msc e battello: a mare anche il governo

Tragedia sfiorata ieri mattina a Venezia quando la nave da crociera Msc Opera si è scontrata con un battello turistico nel canale della Giudecca, creando il panico tra i passeggeri che scendevano a terra e causando 4 feriti, tutti per contusioni lievi. L’incidente è avvenuto sotto gli occhi di molti veneziani e turisti che si trovavano sulle rive o su barche in navigazione nel canale.

Nei video amatoriali, subiti finiti sui social, si vede il ‘gigante’ senza controllo proseguire verso la riva fino incocciare con la banchina, e poi con la poppa del River Countess, una barca adibita a crociere sui fiumi e sulla laguna. Sarà l’inchiesta a stabilire le cause dell’incidente. Ma una prima versione arriva dalla società che forniva i due rimorchiatori che guidavano la nave nell’ingresso a Venezia: “La nave aveva un’avaria al motore, segnalata subito dal comandante. Il motore era bloccato, ma in spinta, perché la velocità aumentava, come confermano i tracciati Ais” ha spiegato Davide Calderan, presidente della “Rimorchiatori Uniti Panfido”.

L’incidente ha riaperto la polemica sul piano alternativo per far arrivare le navi in laguna: il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha ribadito che “l’incidente dimostra che le grandi navi non devono più passare dalla Giudecca. Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva per tutelare sia la laguna che il turismo”. Soluzione che lo stesso Toninelli ha promesso che arriverà entro questo mese di giugno.

“E’ l’ennesima dimostrazione – ha osservato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – che non è più pensabile che nel canale della Giudecca debbano passare le grandi navi. L’abbiamo detto da 8 anni, e chiediamo immediatamente l’apertura del Vittorio Emanuele, il canale alternativo per l’arrivo in marittima”.

E per il ministro dell’Interno Matteo Salvini anche l’incidente di Venezia è diventato un’occasione di scontro all’interno del governo. “Mi risulta che una soluzione per evitare problemi come quello dell’incidente tra le navi a Venezia era stata elaborata già dall’anno scorso, con l’allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera, ma tutto ciò è bloccato da mesi perché è arrivato un ‘no’ da un ministero romano, e non è un ministero della Lega”.

Sulla stessa linea la posizione di Gian Marco Centinaio, ministro del turismo: “la questione Venezia va affrontata una volta per tutte e subito. E non bisogna aspettare un altro incidente per proporre nuove soluzioni a una vicenda ormai ingestibile. Siamo in piena stagione turistica. Il piano per tutelare la laguna, il turismo, i veneziani e i turisti già c’è ed ha l’ok di tutti, dall’Autorita’ portuale, alla Regione Veneto, al Comune di Venezia, agli armatori delle compagnie di crociera. Il Mit lo ha bloccato? Ci dica perché e se ne prenda le responsabilità. Non si governa e non si risolvono i problemi con i no. Si lavora. Io mi assumo la mia responsabilità da Ministro del Turismo, aspetto che lo faccia anche chi ha di competenza i trasporti e le infrastrutture”.

 

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