mercoledì, 30 Settembre 2020

Taxi in rivolta preparano stop per il 21 novembre

Finisce con un nulla di fatto l’incontro al ministero dei Trasporti sulla riforma del settore che riguiarda il servizio taxi e noleggio auto con conducente. Tanto che i sindacati hanno deciso di confermare lo sciopero generale del 21 novembre. “Chiameremo i lavoratori alla massima mobilitazione” dice Nicola Di Giacobbe, coordinatore nazionale di Unica Taxi Cgil. Gli fa eco Alessandro Atzeni di Uiltrasporti: “Il decreto è del tutto insoddisfacente. Non accetteremo mai che il servizio taxi venga completamente annientato a danno degli operatori ed utenti e a vantaggio dei grandi gruppi economici”.
Lo sciopero quindi ci sarà, accompagnato da manifestazioni di protesta programmate. Anche se al termine della riunione, il vice ministro Riccardo Nencini aveva fatto diffondere una nota in cui assicura la prosecuzione del confronto.”Valuteremo le proposte che ci faranno prevenire le associazioni” dice ribadendo: “Il governo intende affrontare il riordino del settore nella maniera più concertata possibile”, ma “nel frattempo darà attuazione al decreto Mit-Mise per la lotta all’abusivismo che tiene ampiamente conto delle osservazioni dei rappresentati delle diverse associazioni”.
A proposito dello stop annunciato per il 21 novembre l’Unione nazionale dei Consumatori auspica che lo sciopero “si svolga nel pieno rispetto della regolamentazione prevista e senza creare problemi alla circolazione, dato che, purtroppo, non sempre è avvenuto”. Mentre il Codacons avverte: “Non accetteremo alcuna protesta che esca dai limiti della legalità e vada a danno degli utenti e siamo pronti” in caso di blocchi “a denunciare penalmente sia i sindacati di categoria sia i singoli tassisti”.

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