Tax free: labirinto burocratico per turisti?


Camminando per le vie dello shopping delle città Italiane migliaia di vetrine esibiscono l’adesivo ‘Tax Free’. Ma quasi nessuna offre davvero un acquisto senza IVA. Il turista paga l’imposta alla cassa e, se solo dopo aver completato una lunga trafila burocratica, mesi dopo ne recupera una parte.

L’idea originaria era corretta: permettere agli acquirenti extra-UE di comprare senza IVA, dato che i beni sarebbero usciti dal territorio italiano. La normativa già lo consentiva, ma negli anni ’80 mancavano strumenti digitali e controlli doganali in tempo reale. Così, invece di eliminare l’IVA alla cassa, si scelse di farla pagare subito e rimborsarla poi: un Tax Refund, non un Tax Free.

Nel 2024 l’Italia ha accolto oltre 70 milioni di visitatori internazionali. Secondo i dati ISTAT del terzo trimestre 2025, le presenze di turisti stranieri sono aumentate del 5% rispetto al 2024, mentre la domanda domestica è rimasta stabile. Il turismo genera circa il 12% del PIL italiano, ma il mercato Tax Free rimane concentrato nel lusso: l’80% del valore proviene da transazioni di fascia alta, mentre Milano da sola genera il 35% del valore nazionale. Nel frattempo, migliaia di negozi indipendenti restano esclusi da un
incentivo che potrebbe rilanciare la loro competitività.

L’infrastruttura digitale esiste già. OTELLO, la piattaforma dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, permette da anni l’emissione di fatture Tax Free già sgravate da IVA (ai sensi dell’articolo 38-quater, comma 1, del DPR 633/72), con controlli doganali automatizzati. Eppure, la maggior parte dei commercianti continua a comportarsi come se nulla fosse cambiato.

STAMP, fintech nata in Italia, è stata la prima a trasformare questo potenziale in pratica. L’azienda ha costruito su OTELLO un modello che rende sostenibile per i retailer sgravare l’IVA direttamente in cassa, coprendo interamente il rischio commerciale.

“Il problema non è la normativa, ma un sistema che promette ‘Tax Free’ e poi impone al turista una lenta esperienza di ‘Tax Refund. Con STAMP abbiamo trasformato in pratica ciò che la normativa consentiva da anni, offrendo ai negozi italiani uno strumento per raggiungere il vero potenziale economico dello scorporo dell’IVA direttamente in negozio”, ha detto Abel Navajas, CEO di STAMP.

L’impatto immediato
● Per il turista: beneficio immediato, senza pratiche di rimborso né commissioni opache
● Per i negozi: leva commerciale concreta per aumentare conversione e valore dello scontrino
● Per il mercato: apertura anche a negozi locali, artigiani e brand indipendenti, non solo al lusso;

Quando il Tax Free è davvero immediato e accessibile, il comportamento dei visitatori cambia: l’incentivo non riguarda più solo il lusso, ma tutta la spesa turistica, moltiplicando il valore generato sul territorio.

Dopo quarant’anni di confusione tra promessa ‘Tax Free’ e realtà ‘Tax Refund’, l’Italia ha oggi l’opportunità di riallineare il sistema alla sua visione originaria: un Tax Free semplice, trasparente e vantaggioso per turisti, commercianti ed economia nazionale. Pur essendo sempre stato possibile a livello normativo, solo ora grazie a players come STAMP diventa davvero accessibile.

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