Alitalia, per Fit-Cisl i tagli al personale non sono la soluzione

“Periodicamente si vocifera di nuovi tagli al personale di Alitalia, ma la Fit-Cisl si attiene ai fatti: il primo è che negli ultimi anni queste riduzioni sono già state fatte e non hanno portato al rilancio atteso; il secondo è che come sindacati siamo fermi allo scorso 17 dicembre, quando il ministro Patuanelli ha ripetuto ancora una volta che non è la parte del personale che rende eccessivi i costi perché non è lì che si annidano gli sprechi”. É quanto ha affermato Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl, a seguito di alcune indiscrezioni della stampa su nuovi esuberi nei piani per la ex compagnia di bandiera.

“Ormai più di un mese fa – prosegue Pellecchia – il ministro Patuanelli ci ha presentato il nuovo Commissario di Alitalia, che si era impegnato a incontrare a breve i sindacati. Da allora sono stati nominati nuovi dirigenti che non conosciamo e di cui prendiamo atto. Nient’altro è accaduto: non siamo stati convocati da Leogrande e non sappiamo quale sia il suo mandato. E intanto il tempo passa. Sia chiaro che una ulteriore riduzione dei lavoratori fine a se stessa è impraticabile e dannosa così come un eventuale ridimensionamento della flotta. Meno aerei e meno personale vuol dire meno voli e meno biglietti emessi quindi meno entrate. Non è così che si fa il rilancio di Alitalia. Prima di avventurarci in qualsivoglia ipotesi, vogliamo vedere il piano industriale, che deve mettere la compagnia nelle condizioni di cogliere le opportunità del mercato del trasporto aereo. Secondo i dati Enac, infatti, questo mercato è in costante crescita: basti pensare che nel 2018 i passeggeri trasportati in Italia sono stati 185milioni, con un aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente e in questo contesto Alitalia è prima per traffico nazionale e terza per quello internazionale”.

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