lunedì, 21 Settembre 2020

Filcams Cgil: in estate si acuisce il lavoro nero nel turismo

E il sindacato lancia la campagna nazionale ‘Scopriamo il sommerso, regolarizziamoci’

Nel pieno della stagione estiva, Filcams Cgil lancia l'allarme per il lavoro abusivo nel settore turistico. Il sommerso ha tante facce: non è solo il classico lavoro nero ma è anche un part-time che nasconde un tempo pieno, un lavoro intermittente che non ha rispetto dei riposi giornalieri e settimanali, un contratto parasubordinato che ha ancora più vincoli di un rapporto da lavoro dipendente. Il sindacato lancia quindi la campagna nazionale 'Scopriamo il sommerso, regolarizziamoci' e annuncia: gli uffici e le strutture del sindacato sono a disposizione in tutto il Paese per chiarimenti, informazioni e per offrire tutela vertenziale e legale contro gli abusi.
I lavoratori del settore oscillano tra i 900mila e 1 milione e mezzo in alta stagione; il comparto è caratterizzato da una forte presenza femminile (il 58% degli addetti, con una punta del 77% nell'intermediazione) e giovane: sono infatti oltre il doppio della media i lavoratori con meno di 24 anni. I dipendenti rappresentano il 60% della forza lavoro occupata, mentre il lavoro autonomo, nelle sue varie forme, pesa per circa il 33%. I dipendenti delle imprese ricettive sono 242 mila (con una oscillazione tra alta e bassa stagione di 60 mila unità), mentre nell'intermediazione sono occupati 36 mila lavoratori, con variazioni quasi impercettibili nel corso dell'anno. 
"Negli annunciati interventi del governo per lo Sviluppo – sottolinea Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, responsabile del settore Turismo – non compare nessuna strategia di interventi sul settore del turismo, che ancora una volta rischia di essere ignorato nel suo enorme potenziale di rilancio e condannato ad una marginalità che favorisce anche la dequalificazione professionale".  

 

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