sabato, 28 Novembre 2020

Assoturismo, Pasqua assolutamente fiacca

Clima di sfiducia tra gli imprenditori, che sperano nel last minute

Pasqua sottotono quest’anno per buona parte degli operatori turistici che si aspettano per le prossime festività un calo in tutti i comparti, dall’alberghiero all”agrituristico.
Il tempo che si annuncia favorevole ed il fatto che le feste cadano a fine marzo non hanno invogliato gli addetti del settore ricettivo ad anticipare l’apertura delle strutture che in molti casi hanno confermato l’inizio attività per la metà del mese di aprile.
Tra coloro che hanno deciso di aprire, le aspettative sono rivolte soprattutto al “last minute”, ai vacanzieri dell’ultima ora, che in alcuni casi potrebbero far riempire le strutture aperte (è la speranza del 42% degli operatori), mentre una ulteriore correzione dei valori negativi potrebbe giungere anche dalle favorevoli condizioni climatiche.
Questi, in estrema sintesi, i dati emersi dall’ultima indagine congiunturale realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per conto di Assoturismo-Confesercenti su un campione rappresentativo di imprese ricettive italiane.
Secondo gli operatori, le festività pasquali 2005 dovrebbero segnare -1,5% per il comparto alberghiero, -0,9% per l’extra alberghiero e -1,5% per l’agriturismo.
Per quanto riguarda poi i principali mercati di origine della domanda, la dinamica evolutiva appare più contenuta rispetto alla Pasqua 2004. Tra i principali segmenti esteri si segnala una diminuzione dei flussi tedeschi, statunitensi, giapponesi, olandesi, svizzeri, austriaci e russi, mentre leggeri aumenti si registrano per i turisti britannici, francesi, scandinavi, belgi e quelli provenienti dai Paesi dell’Est. In lieve aumento anche i turisti italiani, in linea con la tendenza già in atto da circa due anni.
Ancora una volta, la quota più consistente della domanda straniera è attesa nei centri/città d’arte (36%), nelle aree del turismo rurale (31%) e nelle località termali (33%), mentre gli italiani prevalgono nelle località balneari (79%), montane (83%) e dei laghi (86%).
L’unica tipologia turistica che segna una dinamica positiva è la “montagna” (+0,6%). In flessione i centri/città d’arte (-2%), la campagna-rurale (-1,7%), il balneare (-1,7%), il termale (-2,7%), i laghi (-5%) e la tipologia “altro” (-1,1%).
Nei mesi di gennaio-febbraio 2005 tutte le strutture ricettive hanno riportato valori negativi, in particolare l’alberghiero che ha toccato il -1,5%, caratterizzato però dall’inversione di tendenza dei 5 stelle (+1,3%). Per il comparto extra alberghiero il trend è stato del -0,6%, mentre l’agriturismo ha segnato -0,8%. Ad eccezione della stabilità registrata per la “montagna”, tutti i valori delle tipologie turistiche si sono attestati sulla negatività.
In virtù dei risultati dell’indagine e dell’attuale panorama di mercato, è importante capire le aspettative e lo “stato d’animo” degli operatori in merito all’imminente stagione turistica 2005. Oltre il 41% del campione pensa di dover fronteggiare una situazione analoga a quella della stagione appena passata, contro il 23% circa che si aspetta una stagione migliore della precedente. Ben il 35% teme che sarà peggiore.
“Sono percentuali sconfortanti – commenta il presidente di Assoturismo, Claudio Albonetti – che danno il senso del clima di sfiducia diffuso tra gli imprenditori: tre quarti degli operatori della ricettività non crede in un miglioramento o addirittura si aspetta un peggioramento per quest’anno. Uno stato d’animo che ha spinto molti a non anticipare l’apertura per le vacanze di Pasqua. Mi preoccupa questa tendenza ad arrendersi, che spesso ha portato e porta molti imprenditori a convertire la propria attività da turistica in residenziale, impoverendo così le potenzialità turistiche del nostro Paese”.
“Il turismo è per l’Italia una risorsa primaria – precisa Albonetti – e per questo andrebbe rilanciata attraverso investimenti in infrastrutture, agevolazioni a favore delle imprese, soprattutto piccole e medie, abbassamento dell’iva ai livelli dei nostri principali competitori in Europa ed accelerando i tempi della riforma dell’Enit che ha il compito fondamentale di promuovere il nostro turismo. Invece, purtroppo, si sta andando nella direzione opposta che invece di incentivare scoraggia gli operatori”.
“Il 2005 sarà un anno di duro lavoro per le imprese turistiche italiane. Uno dei principali problemi sul tappeto – conclude il presidente di Assoturismo-Confesercenti – è la definizione di un nuovo modello di offerta per fronteggiare la concorrenza di aree con prezzi decisamente convenienti; il processo di ripensamento dell’offerta iniziato nel 2004 dovrà proseguire con maggiore decisione”.

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