lunedì, 18 Gennaio 2021

Riggio e la voglia di Hub

Gli hub non si decidono per decreto, ma li scelgono e li fanno crescere le compagnie

C’è voglia di hub in più parti d’Italia e voglia di aeroporti in alcune regioni, prima fra tutte la Sicilia, dove oltre ai cinque scali civili e quello Nato già esistenti ci sono altri quattro o cinque progetti per altrettanti aeroporti. Il dubbio è che in alcuni casi si pensi a uno scalo aereo nuovo o a un suo potenziamento senza aver fatto bene i conti.
“Il fatto è che gli hub non si decidono per decreto e non li decide neanche chi gestisce l’aeroporto – sostiene Vito Riggio nell’intervista rilasciata a Siciliatravel.com che sarà pubblicata per esteso nel prossimo numero di Perseo – Gli hub li scelgono e li fanno crescere le compagnie aeree. Su Malpensa c’è stata molta confusione, intanto per il ruolo da assegnare a Linate che se sconfina dallo stretto ruolo di city-airport finisce per danneggiare l’altro scalo milanese. Poi l’incertezza che ha coinvolto Alitalia e le sue alleanze non ha contribuito a dare a Malpensa un ruolo preciso. Credo che non appena Alitalia avrà risolto i sui problemi e chiarita la sua strategia anche gli hub italiani avranno un ruolo disegnato in maniera definitiva”. In attesa di certezze, nel frattempo, continua la “campagna acquisti” degli aeroporti. “Tutto dipende dalle scelte delle compagnie aeree, non solo Alitalia – continua Riggio – In questo senso la presenza di tanti vettori non può che dare spazio a più aeroporti. Il resto, dalle campagne acquisti, alla concorrenza fra scali, credo che debba essere la bravura dei management dei vari aeroporti a deciderlo”. Il rischio, però, è di esagerare, come potrebbe accadere in Sicilia. “Al momento lo sviluppo del sistema aeroportuale siciliano, a parte le isole minori, è disegnato su due precisi nuclei: il sistema Punta Raisi – Trapani Birgi a occidente e quello Fontanarossa – Comiso ad oriente. Poi c’è spazio per l’aviosuperfice di Gela ma limitata al traffico turistico e merci. Francamente non vedo motivi per fare ulteriori aeroporti. Anche il progetto del nuovo scalo fra Catania ed Enna o quelo di Racalmuto mi trovano perplesso. Ciò non significa un no preconcetto dall’Enac. Aspettiamo di esaminare i progetti e gli studi di fattibilità e su quelli sarà presa una decisione. Resta il fatto che in Sicilia ognuno vuole un aeroporto sotto casa perchè mancano strade e ferrovie. Gli aeroporti che ci sono basteranno nel momento in cui sarà chiuso l’anello autostradale e saranno potenziati gli itinerari Palermo-Agrigento (sia su strada che su ferrovia) e verrà riqualificata con un percorso veloce la strada ferrata Palermo-Catania. Sono obbiettivi che speriamo possano essere raggiunti già nel 2010”.

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