mercoledì, 24 Febbraio 2021

Unionturismo torna alla carica per la riduzione dell’Iva

Fisanotti, è il Re dei settori per fatturato, ma viene trattato come una Cenerentola

”Ancora una volta chiediamo al Governo di smetterla di considerare l’ industria turistica la cenerentola dell’ economia italiana visto che, con oltre 140 miliardi di fatturato, è il comparto che più contribuisce a rallentare la crisi che investe il nostro paese”. La Presidenza di Unionturismo (associazione cui aderiscono gli enti pubblici e privati italiani attivi nella promozione e nell’ accoglienza) riunitasi al centro congressi Hotel Castellinaria di Polignano (Bari), ha preso posizione contro le politiche del Governo. ”Nel condividere l’ analisi dell’ Osservatorio parlamentare sul turismo – ha spiegato Gian Franco Fisanotti, presidente di Unionturismo – chiediamo al Governo l’ immediato sgravio fiscale delle aliquote Iva per la ristorazione, per le attività alberghiere in genere, costrette a competere in condizioni di inferiorità contro i paesi europei concorrenti dove le aliquote sono considerevolmente più basse”. ”Le riduzioni – chiede Unionturismo – siano inserite nel Dpef o in un provvedimento specifico del Governo, diversamente dovremmo prevedere forme di mobilitazioni che non vorremmo assumere”. Fisanotti protesta poi ”per la scarsa attenzione della politica alle problematiche del turismo”. ”In Senato – precisa – da tempo giace in sonno una mozione firmata tra gli altri dai senatori Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Augusto Rollandin con la quale chiedono l’allineamento delle aliquote Iva applicate in Italia a quelle dei Paesi nostri competitori, ma tutto rimane nel dimenticatoio ed intanto l’ Italia continua a perdere fette di mercato a causa anche di un’
immagine sempre più debole del prodotto Italia visto che l’Enit non è messo in condizioni di operare al meglio ed in funzione del patrimonio di esperienze e professionalità acquisite sul campo”. Per la presidenza di Unionturismo ”il mantenimento dell’attuale pressione fiscale è in netta ed inequivocabile contraddizione – ha sottolineato Fisanotti – con quanto si era impegnato a fare il presidente Berlusconi in campagna elettorale, che a Genova aveva assicurato il rilancio del sistema turistico italiano suscitando così fiducia e speranza
negli operatori. Fiducia e speranza per il momento deluse”.

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