AV, luce verde per Tgv: sarà il terzo operatore
09 Marzo 2026, 12:10
Cerhenice, République Tchèque. Février 2023. Essais dynamiques du TGV M sur le site de Velim.
Via libera dall’Antitrust ad un terzo operatore sull’Alta velocità: è il gruppo francese Sncf con il suo Tgv a due piani. Una mossa che dovrebbe dare un’ulteriore spinta alla concorrenza, che oggi vede correre lungo i binari la società pubblica Trenitalia di Fs e il gruppo privato Italo-Ntv. La nuova offerta è prevista da settembre 2027. Ma Sncf esprime perplessità sulla sostenibilità economica del servizio.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha “accettato e reso vincolanti” gli impegni presentati da Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs) nell’ambito del procedimento sugli ostacoli all’accesso al mercato del trasporto ferroviario. Una decisione, che “segna un passaggio decisivo per il mercato ferroviario Alta Velocità, poiché promuove una maggiore concorrenza grazie all’ingresso di un terzo operatore e apre nuove opportunità per migliorare servizi, qualità e competitività a beneficio dei passeggeri”, sottolinea l’Antitrust.
L’istruttoria, avviata a marzo 2025 per accertare un presunto “abuso di posizione dominante”, ha riguardato le modalità di assegnazione della capacità sulla rete Av da parte di Rfi, ritenute potenzialmente idonee ad ostacolare l’accesso all’infrastruttura ferroviaria nazionale e, quindi, l’ingresso di nuovi operatori nel mercato dell’Av. Gli impegni ora approvati “introducono cambiamenti significativi”, precisa l’Authority. Innanzitutto Rfi assegnerà a Sncf un pacchetto minimo di 18 slot orari sulle direttrici Av Torino/Milano/Roma-Torino/Milano/Venezia, garantendone la stabilità per dieci anni.
“È una misura che punta a rendere effettivo e sostenibile l’ingresso del nuovo operatore nel mercato”, afferma l’Authority. Inoltre, Rfi interverrà sulle regole del Prospetto Informativo della Rete “adeguandole espressamente” ai principi europei relativi al miglior utilizzo dell’infrastruttura, alla tutela delle esigenze dei passeggeri e alla promozione della concorrenza. Sarà subito adottata una disciplina transitoria a tutela del “nuovo entrante”, con “priorità nell’assegnazione di capacità disponibile o sottoutilizzata”, così da “favorire una crescita graduale e concreta dell’offerta”.
Per Sncf la decisione dell’Antitrust “rappresenta un passo avanti”. Ma “non è tuttavia sufficiente per consentire la realizzazione dell’intero piano industriale, che prevede un totale di 13 viaggi di andata e ritorno quotidiani: 9 da Torino a Napoli e 4 da Torino a Venezia”, fa presente il gruppo francese. “Senza questo livello minimo di attività, la società non dispone delle condizioni necessarie per giustificare l’investimento e proseguire le proprie operazioni” per cui “sarà essenziale che il gestore garantisca la rapida attuazione degli impegni aggiuntivi, rivedendo l’evoluzione dei criteri di assegnazione della capacità, al fine di assicurare nel breve termine a Sncf l’accesso agli ulteriori slot ferroviarie richiesti”.
Inoltre, “un’ulteriore condizione indispensabile” per l’introduzione della nuova offerta di Sncf in Italia riguarda “la certezza di poter accedere agli impianti di manutenzione nel Paese e di ottenere l’omologazione dei treni, ambiti nei quali è auspicabile che l’intero sistema fornisca il proprio sostegno”, sottolinea il gruppo transalpino.
“L’eventuale ingresso di nuovi operatori nel sistema ferroviario nazionale, se inserito in un quadro di regole chiare e uniformi, può contribuire ad ampliare l’offerta di servizi e a rafforzare la competitività del settore, con possibili benefici anche per i viaggiatori”, afferma il segretario generale Fit-Cisl, Salvatore Pellecchia, ma Sncf “applichi il contratto di settore”, avverte il leader della Fit Cisl.