domenica, 6 Dicembre 2020

Scontro su quote per emissioni aeree, Alitalia al fianco degli Usa

Sabelli: impatto insopportabile, stiamo facendo pressione perché venga cambiata

E' scontro sui cieli europei per le quote di emissione di Co2. Dopo Cina, Russia, India e Usa anche Alitalia alza gli scudi contro la direttiva dell'Ue che entrerà in vigore il 1 gennaio 2012. Secondo l'ad della compagnia italiana, Rocco Sabelli, "comporterebbe un impatto pesante e insopportabile per il prossimo anno". "E' una legge sbagliata, con obiettivi condivisibili, ma criteri incoerenti", ha detto Sabelli, spiegando che "Alitalia che ha la flotta più giovane d'Europa e meno emissioni sarebbe la più penalizzata. Per questo stiamo facendo pressione – ha concluso – perché venga cambiata e congelata dal 2012".
Immediata la risposta del sottosegretario ai trasporti e alle infrastrutture Aurelio Misiti: "Sospenderemo la legge fino a quando non l'avremo migliorata e modificata, ma con gli stessi obiettivi di ridurre le emissioni".
Da parte sua l'Ue ha segnato un punto a suo favore. Secondo le conclusioni dell'avvocato generale della Corte di giustizia della Ue, Juliane Kokott, le quote di Co2 sulle compagnie aeree non europee sono legali. Alla base la causa intentata dagli Usa contro l'estensione alle compagnie aeree non europee della direttiva. Causa nella quale sono intervenuti dieci stati, tra i quali l'Italia.
In sostanza far pagare le quote di emissioni di Co2 anche alle compagnie aeree extraeuropee non viola il diritto internazionale né la libertà di sorvolo dell'alto mare. Sarà quindi giusto che per i voli che da tutto il mondo arrivano nell'Unione europea i vettori paghino, a partire dal 1 gennaio 2012, quanto stabilito dalla direttiva europea sul sistema di scambio delle emissioni di gas serra.
Dunque, tutte le compagnie aeree in entrata e uscita sul territorio Ue dovranno acquistare l'equivalente del 15% delle loro emissioni di Co2 (media sul periodo 2004-2006) per una previsione di costo pari a 380 milioni di euro nel 2012. La quota del 15% è destinata a salire perché le quote gratuite passeranno dall'85% del 2012 all'82% fra il 2013 e il 2020. I nuovi costi sostenuti dalle compagnie potranno pesare sui consumatori, che potrebbero subire un aumento dei prezzi dei biglietti, stimato fra i due e i 14 euro.

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