martedì, 22 Settembre 2020

Trenord, associazioni consumatori chiedono i danni

Adusbef, Federconsumatori, e Codacons minacciano class action

Risarcire il danno ai viaggiatori. È quanto chiedono Adusbef e Federconsumatori a Trenord per i disagi sulle ferrovie della Lombardia degli ultimi giorni e minacciano una class action contro la società. 
“Da giorni – spiega un comunicato – i treni lombardi sono in tilt a causa dell'adozione di un nuovo software introdotto per governare in automatico i movimenti dei locomotori e la gestione del personale. Il risultato è la paralisi dei trasporti ferroviari: ritardi e cancellazioni che stanno causando disagi a non finire per gli oltre 2 milioni di pendolari che quotidianamente viaggiano sulla tratta interessata. Per non parlare della grave carenza di informazioni, che sembra esser diventata un'abitudine consolidata da parte delle ferrovie”.    
Adusbef e Federconsumatori invitano Trenord a ripristinare il servizio, a risarcire i danni ai viaggiatori e annunciano di aver dato mandato ai loro avvocati di “studiare l'avvio di una class action contro la condotta irresponsabile di Trenord”.
Class action annunciata anche da Codacons. Il motivo è che “gli indennizzi previsti dalle Condizioni generali di trasporto di Trenord sono a dir poco ridicoli a fronte di una situazione come quella venutasi a creare”.
“È una vergogna – ha commentato Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons – Non sappiamo se quello che si è verificato è colpa di un software pagato a caro prezzo, se dipende dal fatto che non è stato testato, come dovrebbe normalmente avvenire, o da quali altri motivi. Quello che è certo è che un intero sistema di trasporti regionale non può andare in tilt in questo modo e per così tanti giorni. Da qui la decisione di procedere con un'azione legale collettiva".
Intanto la compagnia ha rinnovato le scuse alla clientela e ha assicurato che il personale è al lavoro per ripristinare la situazione. Nonostante gli interventi apportati alla programmazione,però, il sistema è ancora in deficit.  

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