domenica, 27 Settembre 2020

Trenord chiede scusa per disagi, ma è ancora caos

Ancora non completamente risolti i lavori al sistema informatico

Continuano le peripezie per i pendolari che utilizzano le ferrovie in Lombardia. Decine di migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati nei giorni scorsi alla Stazione Nord di Milano, che collega il capoluogo con Como, Varese, Malpensa, per il malfunzionamento del nuovo sistema informatico di gestione dei turni dei 2.800 ferrovieri, diventato operativo domenica. Trenord, che gestisce il servizio, ha definito la situazione “fortemente perturbata”. Il sistema informatico dovrebbe gestire i turni dei ferrovieri, l'assegnazione dei servizi, la composizione dei treni, ma a causa di un tilt molti treni si sono ritrovati senza il personale necessario e i convogli sono stati composti senza tenere conto di orari e destinazioni. Come ciliegina sulla torta la situazione giudiziaria di Giuseppe Biesuz, ad di Trenord,da ieri agli arresti domiciliari per un'ipotesi di bancarotta relativa non a Trenord ma alla società Urban Screen. Ancora alle 19 di ieri la circolazione del servizio ferroviario regionale risultava critica, registrando ritardi medi di trenta minuti. Le soppressioni hanno riguardato il 15% delle corse programmate.

Non sono ancora stasi risolti i problemi relativi al software e pertanto “la società non può escludere il verificarsi di ulteriori ritardi e soppressioni” hanno fatto sapere da Trenord.
In merito alle segnalazioni di molti pendolari in merito alla mancanza di informazioni, la società ha precisato che “si tratta di una delle conseguenze del problema informatico di questi giorni. In gran parte dei casi, infatti, la verifica della corretta attribuzione del personale (macchinista e capotreno) ad ogni singolo treno, necessaria affinché la corsa possa essere operata, avviene immediatamente a ridosso della partenza. Questo rende di fatto impossibile una tempestiva e adeguata comunicazione di servizio ai passeggeri, ai quali – ha concluso Trenord – rinnoviamo le nostre scuse”.     

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