Torna ‘Mielerie Aperte’ con rotte per nuovo turismo


E’ un turismo nuovo e lento, pronto a orientare le rotte delle vacanze alla scoperta del mondo delle api. Non è solo un trend ma la valorizzazione di un patrimonio fatto di oltre 1,5 milioni di alveari che nel 2025 ha sfiorato le 31mila tonnellate di miele, generando un valore di mercato di oltre 171 milioni di euro.
Insieme a polline e cera, l’apiturismo trasforma questi numeri in un viaggio rigenerativo, dove il contatto diretto con l’apicoltore e le sue api diventa la chiave per comprendere e proteggere la biodiversità.

E domenica 17 maggio torna per il terzo anno ‘Mielerie Aperte’, la giornata nazionale promossa da Unaapi (Unione nazionale delle associazioni di apicoltori italiani) fondata nel 1981 per promuovere la tutela di api da miele e apicoltori). Quest’anno coinvolge circa 200 aziende distribuite in 17 regioni italiane, pronte ad accogliere i visitatori; un secondo appuntamento nazionale è fissato per il 15 novembre per chiudere il calendario apistico.

Con tuta protettiva, velo, cappuccio, guanti e protezione, l’iniziativa mira a trasformare il ronzio degli alveari in una lezione di vita a cielo aperto, offrendo ai visitatori la possibilità di varcare i cancelli di laboratori e apiari per scoprire i segreti di un mestiere millenario fatto di pazienza, osservazione e profondo rispetto per i cicli naturali. Non si tratta solo di degustazione, ma di un vero e proprio viaggio sensoriale per osservare da vicino la complessa vita sociale dell’alveare, comprendere il ruolo cruciale dell’ape regina e scoprire come nascono non solo i diversi mieli monoflora, ne esistono oltre 60 varietà e un’infinità di millefiori, ma anche prodotti preziosi come polline, cera, propoli e pappa reale.

Lo scorso anno alla Giornata hanno partecipato 10mila persone, fa sapere Unaapi che, forte di questo successo ha deciso di creare la prima Guida alle Mielerie Aperte. “E’ una pubblicazione pilota a cui stiamo lavorando per raccontare la nostra iniziativa, le aziende e i prodotti dell’alveare – spiega Giuseppe Cefalo, apicoltore e presidente Unaapi – il nostro obiettivo è arricchirla nel tempo e farne uno strumento utile per poter esplorare questo mondo ancora poco conosciuto”.

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