sabato, 26 Settembre 2020

Albonetti: ripartiamo dalle imprese

Contrario all’idea di rotamare hotel, presidente Confesercenti dà poca importanza anche al Piano

La materia del turismo deve essere gestita dallo Stato e il suo sviluppo, a livello territoriale, deve essere in mano alle Regioni ma è comunque lo Stato che deve avere il 'bandolo della matassa'. Il presidente di Assoturismo Confesercenti, Claudio Albonetti, è per un capovolgimento delle attuali prerogative – ora la materia è di competenza esclusiva delle Regioni – e sottolinea la necessità di "una chiara governance e di una organizzazione forte in mano allo Stato".  
Ma subito dopo questo punto, il leader di Confesercenti punta sulle imprese: "se non riusciamo a mettere le imprese nella possibilità di operare – spiega – non andremo da nessuna parte. Il quadro normativo attuale è impraticabile".
Contrario invece all'idea di 'rottamare' gli hotel vecchi: "Siamo in un libero mercato – dice Albonetti – e sarà questo a stabilire quali hotel devono chiudere".  
Sulle concessioni balneari, Albonetti è decisamente contrario alle aste previste dalla direttiva Bolkestein. Albonetti chiede anche schiarite sulle direttive Ue in materia di sicurezza e sulle normative sul decoro urbano "che impedirebbero attività commerciali all'aria aperta nelle zone ad alto valore culturale: questo provvedimento, così a cuore all'attuale governo, farebbe perdere un pezzo fondamentale della nostra offerta turistica".
Infine, poca importanza Albonetti attribuisce al Piano strategico per il turismo messo a punto dal ministro Gnudi: "ne sono stati presentati tanti…." sostiene, mentre, sulla funzione dell'Enit, Albonetti non ha dubbi: l'Agenzia nazionale del turismo deve fare promozione e non commercializzazione.  

 

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