giovedì, 24 Settembre 2020

Cinesi scoprono viaggi all’estero: nel 2012 saranno 60 mln

La tendenza sono viaggi brevi e costi contenuti ma l’Italia nel 2011 ha avuto 300 mila turisti

La crisi a livello globale non ferma la voglia di turismo dei cinesi. Due anni fa erano 55 milioni e nel 2012 sfioreranno i 60 milioni i cittadini della Repubblica Popolare Cinese che vanno in vacanza all'estero. Secondo l'Ufficio nazionale del turismo, l'incremento è stato del 38% nei primi sei mesi dell'anno. E' vero, come spiegano gli operatori turistici, che i viaggi sono spesso brevi (10-11 giorni per "l'Europa"), e che i costi, per attrarre clienti, devono essere estremamente contenuti. Ma la tendenza c'è ed è irreversibile. Secondo l'Unwto, entro il 2020 la Cina sarà tra i Paesi che manda più viaggiatori all'estero.    
"Scendere da un autobus, una rapida visita di pochi minuti ad un luogo o ad un monumento rinomati, tornare sull'autobus e ripartire non è più un modello proponibile ai turisti cinesi – afferma Zhang Ping, presidente della più antica agenzia di viaggi di Pechino, la China Travel Service (Cts) – dobbiamo muoverci verso una qualità più alta e creare prodotti disegnati sulla domanda di ciascun turista individuale dando ai viaggiatori più libertà".    
Per ora le destinazioni estere preferite dei turisti cinesi sono Hong Kong (28 milioni nel 2011) per lo shopping, Macao con i suoi casinò (19 milioni) seguite a gran distanza da Corea del Sud, Taiwan, Malaysia, Giappone, Thailandia a Usa. L'Europa è ancora poco gettonata ma è in crescita: l'Italia, nel 2011, ha avuto quasi 300mila visitatori cinesi con un aumento del 130% sull'anno precedente. 
E se fuori dalla Cina vanno a milioni, i cinesi che si spostano all'interno del loro enorme Paese sono centinaia di milioni. Destinazione preferita del turismo interno, secondo l'Ufficio del turismo, è l'isola tropicale di Hainan, che l'anno scorso ha avuto 30 milioni di visitatori, in gran parte cinesi.

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