lunedì, 25 Gennaio 2021

Frenano le vendite tax free in Italia, ma nessun allarme per il futuro

Dopo un 2018 eccellente, l’inizio del 2019 ha portato con sé dei cambiamenti nei trend del settore tax free in Italia. Se da un lato l’incremento nelle vendite esentasse è proseguito florido con un +6% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dall’altro è però diminuito il valore medio per singola transazione (-3% vs. 2018) e sono rimasti invariati gli arrivi di turisti internazionali (-0% vs. 2018). A gennaio dunque i turisti in visita hanno acquistato di più ma speso di meno.

Il mercato tax free italiano si è suddiviso primariamente fra cinesi (21% di market share), russi (15%) e statunitensi (8%). Di questi, cinesi e russi hanno registrato flessioni importanti negli acquisti (rispettivamente -7% e -11% vs. 2018) mentre gli americani hanno comprato decisamente di più (+19% vs. 2018). A livello di scontrino medio invece i cinesi sono rimasti in prima posizione con 1.056 euro per singola transazione, seguiti dagli americani con 1.004 euro mentre i russi sono rimasti decisamente indietro con soli 657 euro.

I turisti russi meritano una menzione particolare per via del natale ortodosso (celebrato il 7 gennaio 2019) che li ha visti protagonisti. Analizzando i dati riferiti al solo periodo 31 dicembre 2018 – 13 gennaio 2019 si evince come quest’anno la festività religiosa non si sia tradotta in una più alta propensione allo shopping tax free in Italia da parte dei turisti russi. Se nel medesimo periodo del 2017 le vendite esentasse a questi viaggiatori crescevano del +24% e nel 2018 del +7,5%, quest’anno il trend è inverso e ha registrato una decrescita del -14%.

Di contro, lo scontrino medio nel periodo (pari a 708 euro) è aumentato del 3%, segno di come durante le festività questi turisti abbiano acquistato meno ma speso di più. Inoltre, nonostante la flessione importante nel volume degli acquisti tax free, l’Italia si conferma ancora la meta preferita degli shopper in arrivo dalla Russia. Il 25% dei loro acquisti in Europa viene infatti fatto qui prima che in Francia (24% di market share) e in Germania (12% di market share).

Si prevede che il primo trimestre 2019 si chiuderà per la Penisola con un +2,2% vs. 2018 negli arrivi internazionali, un risultato nettamente superiore alla media europea del +1,1% e alle previsisoni di arrivo dei singoli principali paesi dell’Unione come la Francia (-2,5% di arrivi nel Q1 2019), Gran Bretagna (+1,3% di arrivi nel Q1 2019) e Spagna (+1,3% di arrivi nel Q1 2019).

In questo contesto, da osservare i turisti provenienti da Tailandia, Taiwan e Kuwait, che registreranno incrementi relativi negli arrivi rispettivamente del +46%, +10% e +9,7%.

“I dati relativi al mese di gennaio, nonostante testimonino una leggera battuta d’arresto nel valore delle transazioni tax free, non presagiscono scenari negativi per il futuro”, commenta Sara Bernabè, General Manager di Planet in Italia – Infatti, il volume di vendite esentasse ha continuato a crescere a ritmi sostenuti ed è stato il migliore fra i principali paesi europei. Complici le tensioni sociali in Francia e l’incertezza economica legata alla Brexit in Inghilterra, i turisti internazionali continueranno a scegliere l’italia come destinazione prediletta, un dato confermato anche dalle previsioni d’arrivo dei turisti extra europei nel paese per il primo trimestre 2019. Con la primavera e l’arrivo di manifestazioni di risonanza globale come la Milan Design Week in arrivo, i nostri retailer si dovranno preparare ad accogliere viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, diversi nelle esigenze ma accomunati da un alto potere di spesa. Attrarre questo tipo di clientela attraverso un’offerta e servizi tailor made rappresenta la chiave del successo per sia per i grandi marchi del lusso che per i piccoli artigiani dell’eccellenza made in Italy”.

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