martedì, 20 Ottobre 2020

Federalberghi: nel 2011 presenze a +2,3%, trainano gli stranieri

Bocca: ma nel 2012 tra imu e iva aggravio fiscale quantificabile in quasi 600 milioni

In netta controtendenza rispetto all'andamento mondiale dell'economia, gli alberghi italiani chiudono il 2011 con segno positivo. "I dati finali della nostra analisi campionaria periodica – sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – indicano un +2,3% di presenze turistiche, determinate da un modesto +0,3% degli italiani ed un significativo +5,3% degli stranieri che confermano in modo inequivocabile la competitività delle nostre imprese. Competitività confermata peraltro dall'Istat che indica come ad una inflazione 2011 al 2,8% gli alberghi abbiano contribuito aumentando le tariffe solo dell'1,8%. Sul fronte dei collaboratori, nel 2011 siamo poi riusciti a frenare l'emorragia di occupati registrati negli anni precedenti e chiudiamo con un saldo tra lavoratori a tempo indeterminato ed a tempo determinato leggermente negativo per uno 0,3%.
Per comprendere appieno la significatività di questi dati – aggiunge Bocca – basti pensare che nel 2009 le presenze registrarono una flessione del 3,8% ed i lavoratori un saldo del -4,7% e nel 2010 ad un lieve incremento delle presenze (+0,4%) si contrappose un saldo del -2,4% di lavoratori.
Ma il varo della manovra ‘salva-Italia' – osserva Bocca – stando alle elaborazioni del nostro Centro Studi, produrrà tra imu e aumento dell'iva un aggravio fiscale quantificabile per il solo 2012 in quasi 600 milioni di euro, ai quali andranno aggiunte le concessioni demaniali e la mina dell'imposta di soggiorno che a macchia di leopardo e senza una quantificazione omogenea finirà inevitabilmente col creare forme di disparità tariffaria e di concorrenza sleale tra località limitrofe ed a medesima offerta turistica. Nonostante ciò – conclude Bocca- il nostro appoggio al Governo Monti e al ministro del Turismo, Piero Gnudi, rimane indiscusso pur nella chiara evidenza che il settore avrà sempre più esigenza di regole elastiche nel mercato del lavoro, soprattutto per le località stagionali e di strumenti di promozione e commercializzazione adeguati all'evoluzione dei tempi nei quali viviamo".

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