Federalberghi contro aumento tassa soggiorno a Napoli


“Un aumento puntuale, ogni anno, come le tante promesse che lo accompagnano. Non è stato sufficiente l’incremento dello scorso anno, giustificato con il Giubileo, del quale Napoli ha beneficiato solo in via residuale. Non è stato sufficiente nemmeno l’incremento di quanto incassato con l’imposta di soggiorno nel 2025 quando sono stati superati i 30 mln di euro. Si decide, ancora una volta, di colpire nello stesso punto, senza essere certi delle conseguenze che si possono causare”. È quanto dice, in una nota, Federalberghi Napoli in merito all’imposta di soggiorno.

“I numeri del turismo, infatti, sono discordanti, perché le fonti sono diverse. Gli alberghi rilevano un calo della percentuale di occupazione camere di oltre 3 punti in questi primi due mesi dell’anno (si è passati dal 61% del 2025 al 58% del 2026) e le incertezze internazionali mettono a rischio anche il tradizionale punto di partenza del turismo cittadino che coincide con l’arrivo della Pasqua (ad oggi sono lontane le percentuali di occupazione dello scorso anno quando si raggiunse l’80%). Una contrazione che potrebbe avere contraccolpi dal punto di vista occupazionale e frenare quella crescita costante che la città ha avuto negli ultimi anni”, prosegue la nota.

“Non resta che chiedere una vera concertazione durante gli incontri periodici che vengono organizzati dal Comune, nel corso dei quali vengano ascoltate le richieste degli operatori – dice Francesca Pagliari, presidente di Federalberghi Napoli – Perché se a questo aumento corrispondesse un concreto miglioramento dei servizi sarebbe tutto più accettabile. Il problema sorge quando questi risultati non si vedono o sono insufficienti”.

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