sabato, 10 Aprile 2021

Ministero con portafogli per il turismo: l’idea di Gnudi ed Enit

Marketing, tassa soggiorno, Italia.it, alberghi di qualità e nuove linee low cost tra le proposte

Per il rilancio del turismo servono un ministero con portafoglio, un lavoro sinergico con le Regioni, che già da tempo l'Enit sta portando avanti, e campagne promozionali che colpiscano l'immaginario dei turisti, che se nel 2010, nel mondo, erano 890 milioni, nel 2020 saranno 1 miliardo e 350 milioni, di cui 700 milioni provenienti da Paesi emergenti. Sono queste le osservazioni espresse nel corso del Forum che si è svolto all'Ansa, dal ministro del Turismo Piero Gnudi e dal presidente e dal direttore generale dell'Enit, Pier Luigi Celli e Andrea Babbi.    
Gnudi, tra l'altro, non ha risparmiato qualche critica precisa: "Il turismo non è mai stato al centro delle campagne elettorali e questo è il motivo per cui l'Italia ha perso terreno in questo campo". "Mai è stato nell'agenda politica dei governi", ha aggiunto. "Si è sempre pensato – ha accusato il ministro – all'industria ma non al turismo; se avessimo speso nel turismo un centesimo di quello che abbiamo speso nell'industria, ora il settore non sarebbe in queste condizioni. Nel '95 l'Italia era il primo Paese in Europa per arrivi, ma ora siamo solo terzi. Abbiamo però le caratteristiche per tornare ad essere leader". La soluzione per il ministro? "Bisogna creare i circuiti giusti ma soprattutto avere nuove linee low cost che colleghino l'Italia ai Paesi emergenti ed una struttura alberghiera di qualità che nel sud, purtroppo, spesso non abbiamo".  
Anche secondo Celli "é necessario colpire l'immaginario, e inventare un nuovo marketing: non ci si può rilassare sui prodotti tradizionali. I nuovi turisti sono poco informati, ma nei prossimi 10 anni aumenterà la quota di turisti esperti e con budget maggiori e bisogna offrire prodotti che catturino l'attenzione di persone più esperte e con budget più alti".
Celli, soprattutto, è contrarissimo all'unione del ministero del Turismo, nel prossimo governo, con quello dei Beni Culturali, come vorrebbero alcune anticipazioni giornalistiche. "Serve un ministero del Turismo con portafoglio, che possa vendere l'Italia all'estero – ha sottolineato – un ministero forte, anche perché il peso del turismo su Pil e occupazione  può crescere molto: ora è dell'8,6% ma in Spagna è del 15%. Da noi il settore produce il 9,7% di occupati, la Spagna arriva quasi all'11%. Preferiamo un ministero che possa muoversi con agilità che fare un 'corpaccione' unico in cui è difficile muoversi". Concorda il ministro Gnudi: "servono assolutamente un ministero del Turismo ed un ministro che sia concentrato al 100% su questi temi". 
Quindi si è passati alla tassa di soggiorno, che per Celli e Gnudi deve diventare una tassa di scopo". "Non siamo contrari alla tassa di soggiorno – ha detto Gnudi – ma vogliamo che serva a promuovere il turismo, non che quei soldi vadano in un calderone generale".
Celli ha quindi affrontato il tema della revisione del Titolo V della Costituzione, "una questione delicato". "Le Regioni tendono a mantenere questa competenza – ha aggiunto Celli – noi abbiamo cercato di recuperare questo rapporto, nell'interesse di tutti. La competenza esclusiva alle Regioni ha comportato una frammentazione dell'efficienza, secondo alcuni questo è provato, per altri no". Infine un cenno anche al portale Italia.it: "Il portale passerà all'Enit quando il decreto del ministro sarà registrato – ha spiegato Babbi – poi sarà compito dell'Enit portarne avanti i contenuti. Abbiamo però già iniziato a lavorarci e a vedere cosa bisogna cambiare, dando gli input giusti. Nel dialogo che stiamo riallacciando con le Regioni – ha concluso – deve diventare il portale dei tanti portali regionali. Per il 90% è visitato da stranieri: il nostro sforzo sarà di renderlo sempre più appetibile e moderno".

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