Nasce il ‘Cammino ’44’, 200 km sulle tracce della memoria
24 Aprile 2026, 12:47
GIORGIO BENVENUTI
Un itinerario di circa 200 chilometri nel cuore dell’Appennino, tra Toscana ed Emilia-Romagna, per trasformare la memoria storica in un’esperienza di turismo lento. È pronto al debutto il ‘Cammino ’44’, il percorso a piedi che collega Sant’Anna di Stazzema a Monte Sole di Marzabotto, due luoghi simbolo delle stragi nazifasciste del 1944, con l’obiettivo di diventare una nuova meta per camminatori e appassionati di turismo sostenibile.
Promosso da Liberation Route Italia e finanziato dalle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna, il progetto si presenta come un vero e proprio pellegrinaggio civile, ispirato ai valori di libertà, tolleranza e pace. Il cammino unisce infatti due località segnate da alcune delle più drammatiche pagine della Seconda guerra mondiale: l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema nell’agosto del 1944 e la strage di Monte Sole a Marzabotto nel settembre dello stesso anno.
Il nuovo itinerario, lungo circa 180 chilometri di sentieri, attraversa le province di Lucca, Pistoia e Bologna e segue in parte il tracciato della Linea Gotica, il fronte che divise l’Italia durante il conflitto. Il percorso collega i memoriali delle due località, con tappe iniziali legate ai centri di Pietrasanta e Marzabotto, punti facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici.
La nascita ufficiale del Cammino ’44 è stata fissata simbolicamente per il 25 aprile: da quella data sarà online il sito dedicato dove i camminatori potranno trovare tutte le informazioni sul percorso e sulle tappe. L’inaugurazione ufficiale è prevista il 20 giugno a Pietrasanta, da dove partirà la prima marcia lungo l’itinerario.
Secondo i promotori, il progetto non crea un tracciato ex novo ma mette in rete sentieri già esistenti, valorizzandoli e rendendoli parte di un percorso unitario che attraversa paesaggi di grande pregio naturalistico e borghi poco frequentati dal turismo.
Accanto al valore storico e simbolico, il Cammino ’44 punta anche a generare nuove opportunità economiche nelle aree interne, favorendo la nascita di strutture di accoglienza e attività legate all’escursionismo, in territori che oggi soffrono spopolamento e marginalità.
L’obiettivo finale è attrarre camminatori da tutta Europa lungo i “sentieri della Liberazione”, trasformando il viaggio a piedi in un’esperienza di memoria condivisa e in un messaggio concreto di pace e libertà.