lunedì, 28 Settembre 2020

Natale, la mazzata imu fa passare la voglia di vacanze

Previsioni discordanti tra gli operatori, la certezza è l’aumento delle prenotazioni sotto data

L'imu fa passare la voglia di viaggi e vacanze di fine anno a una buona percentuale di italiani. Secondo Alberto Corti, direttore di Federviaggio, "Natale e Capodanno saranno sotto la stella della stangata dell'imu che prosciugherà le capacità di spesa degli italiani in qualsiasi altro campo" e dunque le previsioni per il turismo sono "assolutamente negative". In particolare, l'esponente di Federviaggio lamenta il fatto che le prenotazioni dei viaggi avvengano sempre più "sotto data" e con budget ridotti.
L'eccezione è però New York: il Capodanno nella Grande Mela, infatti, si ripropone come vero e proprio classico delle festività invernali. Buona anche la tenuta per viaggi in Africa, in Kenia e a Zanzibar in particolare, anche se si tratta sempre di mete per pochi fortunati. Rischia poi di risentire un po' il clima d'instabilità politica, che si è tornato a respirare di recente, l'area mediorientale, con l'eccezione degli Emirati Arabi, in particolare di Dubai e del Mar Rosso, sempre gettonato da chi ama sole e mare.
Anche per il presidente di Assotravel, Andrea Giannetti, "si profila un abbattimento ulteriore della spesa degli italiani per i viaggi addirittura superiore rispetto allo scorso anno". Secondo una indagine del Codacons, tra i settori che risentiranno maggiormente della stretta sui consumi natalizi saranno proprio i viaggi, con cali dei consumi che arriveranno fino al -20%.
Più ottimista in vista delle festività natalizie in arrivo è invece Astoi, secondo cui i dati non sono del tutto scoraggianti, almeno per quanto riguarda i primi trend registrati. L'andamento delle vendite vede un leggero incremento, sia sul lungo che sul medio raggio, "dato che conforta un po' dopo un'estate che non verrà di certo ricordata dal settore come una delle migliori". Per gli italiani diretti all'estero si riconferma anche quest'anno la voglia di sole e mare, non importa a quale latitudine. Mete come il Mar Rosso con Sharm El Sheikh e Marsa Alam, l'Oceano Indiano con Maldive e Mauritius ed il Sud-Est asiatico con la Thailandia, sono sempre al top delle preferenze, ma anche gli Stati Uniti con estensione ai Caraibi si confermano in vetta alle scelte. Ovviamente i costi cambiano a seconda del prodotto scelto. Sul lungo raggio, che fa la parte del leone dato il numero considerevole di giorni a disposizione, il valore medio si attesta sui 2.500 euro a persona, con un aumento medio del 5% rispetto all'anno scorso dovuto alla crescita dei costi sostenuti.
Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet, parla invece di un calo delle prenotazioni tra il 5% e il 7% rispetto all'anno scorso. "Gli italiani – dice – decidono sempre più all'ultimo momento se partire, ma noi eravamo più pessimisti. Le partenze a fine novembre non sono andate male, è come se gli italiani si stessero a poco a poco abituando alla crisi, e speriamo che, da qui all'8 dicembre, altri decidano di prenotare una vacanza per Natale o Capodanno. In Italia a soffrire particolarmente è la Sardegna, dove il costo dei trasporti da tempo frena gli arrivi". Per questo la Fiavet ha in programma, la prossima settimana, un incontro con i vertici della Tirrenia. Per il resto, gli italiani che hanno già prenotato hanno scelto principalmente le capitali europee, le città d'arte in Italia, mete di mare in Sicilia e in Puglia e le crociere, "l'unico settore – conclude Giovannoni – con aumenti a due cifre, che vanno dal 10% al 15% e che permettono di mantenere i fatturati. Anche l'incidente alla Costa Concordia è stato ampiamente superato dalla clientela nel giro di poche settimane".

 

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