Palmucci: ma la crisi è solo una causa del crollo del turismo italiano
Il presidente Aica traccia un bilancio dell'estate ormai trascorsa in attesa della nuova stagione

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“Il turismo è previsto in crescita nel mondo, questo ci fa ben sperare anche se l’Italia nel 2012 è il Paese con il calo maggiore a livello di pil prodotto dal turismo dopo la Grecia. Un calo dovuto anche alla perdita di domanda interna e della spesa degli italiani". Lo ha detto Giorgio Palmucci, presidente Aica nel corso del convegno 'Tourism Forecasts: strategie oltre la crisi" che si è svolto oggi al Grand Hotel Villa Igiea di Palermo.
"L’ultima estate – ha aggiunto – è stata catastrofica: il turismo leisure nelle località balneari ha registrato crolli a doppia cifra in tutte le regioni. E qui ancora una volta si tratta di problemi legati ai costi, come ad esempio i prezzi per prendere il traghetto per andare in Sardegna. Ma la crisi è solo una delle cause. Ci sono soprattutto problemi legati alle politiche di settore. Promozione dispersiva, classificazione alberghiera su base regionale che crea disordine e confusione, politica dei visti a cui stanno lavorando tantissimi paesi per facilitare l’arrivo dei turisti provenienti dalle economie emergenti".
Quindi Palmucci si è soffermato sul Piano strategico a cui sta lavorando il ministro del Turismo Piero Gnudi. "Al momento -ha sottolineato – sembra un documento segreto. E’ stato presentato solo agli assessori regionali. L’unico elemento emerso è la rottamazione degli hotel. A prescindere da questo, ritengo che il Piano possa rivelarsi comunque positivo ma aspettiamo di vedere il contenuto per giudicare. Soprattutto visto che anche l’inverno non segnerà il rilancio del settore: si prevede un calo dei prezzi tra il 20 e il 40% e un crollo del turismo montano del 60% soprattutto per la componente italiana”.

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