domenica, 23 febbraio 2020

Patanè: con Brexit c’è già contrazione. Il turismo non sa farsi sentire

“Guardando alle aziende del segmento luxury verso l’Italia c’è già stata una contrazione. Bisogna vedere come il Regno Unito uscirà dall’Europa, è inutile fare ipotesi prima. Tutto è correlato alle aspettative di reddito”. Così Luca Patanè, presidente Confturismo-Confcommercio, a proposito delle eventuali ricadute sul turismo italiano con la prospettiva della Brexit.

Tra i casi particolari ha parlato di quelli di Roma e di Venezia. Per quest’ultima ha spiegato di ritenere passeggere le ricadute in negativo degli episodi di maltempo che hanno portato a livelli storici l’acqua alta. Per Roma, “si è fermata alla Dolce vita di Fellini. È una città fantastica – ha affermato – lo diciamo tutti, ma l’ambiente la peggiora, è disordinata, sporca. Cresce come tutto il turismo in Italia, ma potrebbe fare di più”. Tornando poi ad additare la politica sul silenzio sul settore turismo, ha concluso: “Forse non sappiamo farci sentire, forse dovremmo fare come le sardine? Il governo – ha proseguito – pensa sempre e solo alle stesse cose: gli esuberi Alitalia, la Popolare di Bari, l’Ilva”.

In ogni caso il presidente di Confturismo si è detto ottimista su ulteriori crescite del settore. “Abbiamo una clientela affezionata, molta da Paesi vicini. Aumenterei il marketing nel nord della Germania, in Spagna e Francia, invece spendiamo di più per quattro cinesi che non spendono, anziché per mantenere chi ci ama. Restano fondamentali Usa, Canada, Messico, Argentina e si può lavorare su Scandinavia e Russia. Dovrebbe farlo il ministero, perché è un lavoro complesso”.

News Correlate