venerdì, 3 Dicembre 2021

Crescono i viaggi d’affari, è il mercato italiano a fare da traino

È stata presentata alla Bit di Milano la 2^ edizione del ‘Nova’, il Nuovo Osservatorio sui Viaggi d’Affari. Il rapporto contiene la sintesi dei risultati per l’anno 2017, la previsione per il 2018 e il confronto con il 2016. I ricercatori hanno approfondito il tema dell’attitudine dei travel manager verso le nuove tecnologie e l’impatto che queste hanno sulla produttività degli uffici viaggio.

“In un anno positivo per l’economia globale e il commercio – dice Andrea Guizzardi, professore dell’ateneo felsineo – il numero di viaggi realizzati delle imprese italiane è tornato sui massimi del 2007. La crescita (+3,5%), supportata da una grande vivacità del terziario, è trainata dall’ottima performance del mercato nazionale (+3,9%) mentre la minore espansione del segmento internazionale (+2,9%), che vede Brasile, Canada, Cina, Giappone e Germania quali destinazioni preferite, è comunque nel segno del trend positivo che ha visto crescere questo mercato del 15% nell’ultimo decennio. La forte crescita dell’escursionismo d’affari (+4,0%) riduce la durata media dei viaggi nazionali ed europei. Vediamo l’effetto dalla crescita delle opportunità di trasporto e dalla convinzione – non sempre suffragata dai fatti – di potere ottenere sia risparmi economici sia guadagni di produttività organizzando le trasferte in giornata”.
Per quanto riguarda il mezzo di trasporto, si è giunti a un nuovo equilibrio post-alta velocità, con le quote di mercato di treno e aereo che crescono in modo equivalente. L’automobile, quando possibile, si conferma preferita dai business traveller; si ferma il downsizing delle flotte e si affacciano modalità di gestione condivisa.
Secondo il Nova, il 2017 è stato un anno favorevole soprattutto ai viaggi individuali per incontrare clienti e fornitori (+5,4%), dato nuovamente pilotato dal terziario. Di particolare rilievo la crescita del segmento Mice (+2,7%), perché è la cartina al tornasole degli investimenti delle aziende italiane in innovazione e formazione.
“La spesa per viaggi d’affari – prosegue Guizzardi – sale a 19,7 miliardi di euro, in crescita del 5,1%. Il risultato è, però, inferiore alle aspettative dato il forte incremento nei prezzi dei beni e servizi collegati alle trasferte, ma quanto questa apparente “efficienza di acquisto” sia da collegarsi alla diffusione degli schemi di tariffazione dinamica, di unbundling, e, quindi, a un reporting dei costi di viaggio parziale, non è possibile stabilirlo. Dopo il 2017, anche l’anno da poco iniziato è previsto in crescita dai travel manager italiani, in particolare tra chi gestisce elevati volumi di spesa. Anche allargando la prospettiva temporale al triennio 2016-2018 prevalgono gli ottimisti e ben il 63% degli intervistati non si attende diminuzioni di spesa. Quanto osservato è così compatibile con un incremento della spesa 2018 tra 2,5 e 4 punti percentuali”.
Particolarmente interessante la finestra aperta sulle nuove tecnologie, che suscitano grande interesse nei travel manager. La loro diffusione, però, è limitata dal poco sostegno in azienda, dove gli stessi manager sono scarsamente coinvolti nelle eventuali implementazioni. Le nuove tecnologie sono apprezzate soprattutto per i benefici che portano alla gestione quotidiana delle trasferte, specie nelle fasi pre e post trip. La produttività dell’ufficio viaggi è condizionata direttamente dal sostegno dell’azienda al loro impiego nell’attività di routine e a una travel policy che ne incentivi l’utilizzo, evidenziando così un collegamento tra riduzione dei costi indiretti e dei costi diretti.

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