Sul web parte la campagna ‘andiamo in vacanza in Tunisia’

Il web si mobilita a sostegno della Tunisia: ‘Je suis Bardo’ è infatti il primo hashtag a far capolino su Twitter, chiaro riferimento al ‘Je suis Charlie’ che a gennaio colonizzò le timeline dei social network. Ma parallelamente ai messaggi di solidarietà prende quota la campagna #IWillComeToTunisia: un modo per dimostrare – o quanto meno promettere, che non costa nulla – un aiuto concreto alla Tunisia.

Un’iniziativa analoga – Bienvenue en Tunisie/Welcome to Tunisia – è stata lanciata dall’emittente privata Mosaïque FM “per proporre un’immagine forte del nostro paese, della nostra cultura e del nostro turismo”. Un modo anche per rispondere a Libèration, il noto quotidiano francese che ha fatto infuriare i tunisini a causa di un titolo infelice – “Addio Tunisia, addio turismo” – a un reportage di uno dei suoi inviati. Tanto che il quotidiano si è sentito in dovere di correggere il tiro. “Il titolo del nostro reportage – dice Liberation – ha provocato vive reazioni nel Paese. Ma non avevamo intenzione né di stigmatizzare la Tunisia o dissuadere i turisti”.  

Oltre alle parole, tante immagini. Come ‘Keep calm and visit Tunisia’, reinterpretazione dell’intramontabile monito britannico (in voga durante i blitz) ‘Keep calm and carry on’. O la lunga teoria di selfie – è stato persino creato un account apposito su Instagram, @Selfies_Tunisie – con sovraimpresse frasi d’incoraggiamento al popolo tunisino.

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